Stavolta il golpe lo fa Grillo: «Il 25 aprile è morto». Ma i suoi lo sconfessano e festeggiano all’Altare della Patria

Una foto di Napolitano accanto a Berlusconi. Un titolo choc: «Il 25 aprile è morto». Beppe Grillo apre il suo blog con l’ennesima provocazione. «Nella nomina a presidente del Consiglio di un membro del Bildeberg il 25 aprile è morto, nella grassa risata del piduista Berlusconi in Parlamento il 25 aprile è morto» e ancora una sequela di ragioni per cui la celebrazione va considerata ormai defunta. Dalla «distruzione dei nastri delle conversazioni tra Mancino e Napolitano» «all’inciucio tra il pdl e il pdmenoelle », inclusa la solita «informazione corrotta». Per concludere che «nei processi mai celebrati allo “statista” Berlusconi il 25 aprile è morto, nella trattativa Stato – mafia i cui responsabili non sono stati giudicati dopo vent’anni il 25 aprile è morto, nel milione e mezzo di giovani emigrati in questi anni per mancanza di lavoro il 25 aprile è morto, nell’indifferenza di troppi italiani che avranno presto un brusco risveglio il 25 aprile è morto. Oggi evitiamo di parlarne, di celebrarlo, restiamo in silenzio con il rispetto dovuto ai defunti. Se i partigiani tornassero tra noi si metterebbero a piangere».

Nel movimento grillino, però, si va in ordine sparso. Da una parte c’è chi esegue le disposizioni, come il candidato a sindaco di Roma, Marcello De Vito  che definisce il 25 aprile una “commedia” e chi, invece (la maggioranza), si scopre più partigiano dell’Anpi. Su tutti i rispettivi capigruppo in Parlamento. Il presidente dei senatori del M5S Vito Crimi per festeggiare il 25 aprile cita sul suo profilo Facebook l’esempio di Sandro Pertini. «Oggi la nuova Resistenza in che cosa consiste. Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia». C’è poi chi, come il deputato del M5S Alessandro Di Battista smentisce pubblicamente Grillo con una dichiarazione ufficiale via Facebook: «Sono appena tornato dalla commemorazione all’Altare della Patria per il 68esimo anniversario della Liberazione da una Dittatura (eravamo una decina di deputati a 5 stelle)!». Tra loro la presidente dei deputati, Roberta Lombardi che alla fine della cerimonia si è anche intrattenuta con la presidente della Camera, Laura Boldrini.

Da Roma a Reggio Emilia, altri grillini sconfessano il Capo. Sul palco delle celebrazioni , accanto al presidente dell’Anci e sindaco della città Graziano Delrio, c’erano anche le due parlamentari del Movimento 5 Stelle di Reggio, Maria Edera Spadoni (deputato) e Maria Mussini (senatore). «I nuovi partigiani siamo noi. Non in quanto parlamentari ma come cittadini che vogliono partecipare«. Sul palco con le due grilline anche Pierluigi Castagnetti e Vanna Iori del Pd e altri esponenti di Sinistra e libertà. Se il 25 aprile è morto, anche il movimento di Grillo non sta molto bene.