“Spillo” Altobelli in campo a Brescia a sostegno del sindaco del Pdl: «Farò gol contro Imu e tasse»

“Spillo” di nuovo all’attacco. Alessandro Altobelli è un nome che tutti gli italiani portano cucito sul cuore con quel gol liberatorio del 3 a1 contro la Germania nei mondiali spagnoli dell”82, in una finale diventata leggendaria. Gol che sancì la definitiva fama di “Spillo”, che ora ha deciso di scendere di nuovo in campo – come già ha fatto in passato per il Pdl – come candidato nella lista civica “X Brescia” a sostegno di Adriano Paroli del Pdl a sindaco di Brescia nelle prossime elezioni amministrative, sostenuto anche da Lega e FdI. Attaccante tra i più completi, forte di testa, buona tecnica, agile nello stretto, soprannominato con quel nomignolo affettuoso per il suo fisico longilineo, in grado di pungere in maniera infallibile, sogno proibito di tanti club. Prodezze indimenticabili nell’Inter (ne è stato anche capitano) nella Juve, nel Brescia. Altobelli in passato è stato assessore allo sport del comune di Brescia nei primi anni ’90 e nel 1996 si candidò alla Camera nelle fila del centrodestra. Ora è commentatore sportivo negli Emirati Arabi per al- Jazeera, «ma il richiamo di un amico che ti chiede di aiutarlo è di quelli che non si possono rifiutare». L’amico è un amico di sempre, appunto, Adriano Paroli.

Spillo, un gradito ritorno per infoltire l’“attacco” del Pdl. Ma come è iniziata la tua passione per la politica? 

Giocavo ancora nell’Inter, erano gli ultimi anni. Quando smisi, un amico mi disse: “Spillo, ora è arrivato il momento di dare un contributo in qualcos’altro di impegnativo. Non esiste solo il calcio. Sei un ragazzo serio, pulito, corretto, se non fa qualcosa tu…”. Mi candidai la prima volta per la Dc. I miei genitori erano di sinistra ma io vedevo le cose diversamente. Ero un moderato, ho sempre guardato a destra al centrodestra, all’Msi. All’epoca, del resto, la Dc conteneva diverse anime. Lo sentii come un dovere civico.

La prima volta ti “tradì” il grande amore degli elettori che scrissero “Spillo” sulle schede, anziché Alessandro…

Già. Andò meglio l’anno successivo con 2218 preferenze. Fui assessore allo sport a Brescia per 3 anni.

E arriviamo al ’94, eri nelle fila del Ppi e ti dimettesti criticando lo scivolamento a sinistra del partito popolare. Cosa accadde?

In coerenza con l’elettorato moderato e cattolico che mi aveva votato, mi dimisi e presi chiara posizione per il centrodestra, per Berlusconi che all’epoca aveva fondato Forza Italia. Vedevo nel centrodestra che stava nascendo l’opportunità di fare politica in modo nuovo, azzerando la stagione politica precedente. Non ero un politico “puro”, ma intendevo spendermi per qualcosa di utile per la cittadinanza. Mi sono occupato di tematiche sportive, essenzialmente. Nel ’96 non venni rieletto. E ora quando Paroli mi ha chiamato non ho potuto dire di no.

Ancora in campo, dunque: sempre più convinto della squadra del centrodestra? 

Altroché. Anzi, lo spirito con cui oggi entro in campo non è e non sarà più solo quello dello sportivo. L’ho detto in conferenza stampa. Voglio in tutti i modi stare vicino alle persone. Credo fermamente nella battaglia per la casa: vengo da una famiglia tradizionale e mi hanno sempre insegnato che la casa è il primo valore da difendere. Quindi mi batterò contro l’imu e per la riforma di Equitalia. Non è sostenibile vedere gente disperata che si uccide perché riceve una cartella esattoriale che non può onorare e osservare, in risposta, che le tasse vengono anche aumentate il giorno dopo… Mi batterò contro il bombardamento fiscale delle famiglie e affinché il Comune possa aiutare i più deboli.

Cosa pensa dello spettacolo politico post- elettorale ?

Che il Pd ha commesso un errore fatale per il Paese. Due erano le tattiche possibili: una volta venuto meno l’accordo com M5S, era doveroso accordarsi con il Pdl. A quest’ora avremmo già segnato qualche gol…