Scoppia la pace tra Casini e Berlusconi: «Da tre anni non parlavo così con Silvio»

Galeotta fu l’elezione del capo dello Stato: tra Pier Ferdinando Casini e Silvio Berlusconi è scoppiata la pace. L’incontro tra il leader Udc e il Cavaliere a Montecitorio, all’ora di pranzo mentre erano in corso le votazioni per eleggere il Capo dello Stato è stato definito casuale dallo staff di entrambi. Casini ha raccontato ai cronisti di essere entrato nello studio di Berlusconi nel corridoio della Corea mentre si teneva una riunione dei vertici del Pdl «per salutare Alfano e lì c’era anche Berlusconi..». Comunque ai cronisti il leader centrista ha spiegato: «Erano tre anni che non ci vedevamo e parlavamo così». A chi gli faceva notare che durante la campagna elettorale con il leader del Pdl i toni erano stati molto aspri, Casini spiega che «umanamente» non ha «mai avuto problemi con lui. Sono entrato a salutare Alfano e c’era Berlusconi». Non c’è «mai stata acrimonia con l’ex premier ma diversità di vedute politiche». Il Cavaliere nel corso del faccia a faccia sarebbe stato «gentilissimo e cordiale» con il leader centrista: «Pier – avrebbe detto – mettiamo una pietra sul passato. Guardiamo al futuro».

L’apertura di Casini era stata anticipata in una intervista della settimana scorsa al Corriere della Sera  quando il leader Udc, ammettendo l’errore dell’alleanza con Fini e Monti aveva riconosciuto: «Io non sono mai stato tenero con Berlusconi negli ultimi anni. Ma dobbiamo prendere atto che una fetta di italiani crede in lui». E ancora prima, all’indomani della batosta elettorale, che ha visto l’Udc passare da 35 deputati e 4 senatori, a 8 deputati e due senatori, Casini aveva riconosciuto la sconfitta: «Berlusconi ha dimostrato di essere imbattibile, ottenendo un risultato non previsto». Oggi l’incontro che ha riaperto il dialogo, non solo umano ma soprattutto politico.