Santoro e il suo partito liquido tra smentite e accuse di “grafica fascista”

Tra lo scherzo e la beffa si muove già il nuovo partito di Santoro, il “partito liquido”. Nel dare la notizia della registrazione del logo Libero sfotte il conduttore di Servizio pubblico: il simbolo è formato da una serie di triangoli che formano una specie di fascio littorio stilizzato. E perché no? Santoro sarebbe in linea con i tanti che a sinistra lo hanno accusato di avere risuscitato il Cavaliere con l’ospitata nella sua trasmissione e il deludente duello con Travaglio.

Il tutto, nome e simbolo, sarebbe stato depositato dal notaio lo scorso 21 febbraio. Ma si tratterebbe solo di un esperimento televisivo non di una discesa in campo. Di un brevetto dunque e non di un simbolo di partito. Almeno così lo spiega la redazione di Servizio pubblico. Ma la notizia corre veloce di bocca in bocca e anticipa le spiegazioni che forse lo stesso Santoro vorrà dare. Su twitter il popolo del web si divide tra coloro che ritengono inutile un nuovo partito in stile grillino e coloro che se la prendono con Santoro per il simbolo di “chiara marca fascista”. Così c’è chi si chiede: ha per caso adottato un grafico di Casapound? Ma anche chi ironizza: “Santoro presenta il suo Partito liquido. Finalmente uno che ammette di farlo solo per i soldi”. E chissà che tutto questo agitarsi del noto conduttore non sia da mettere in relazione con le voci che danno per probabile il suo allontanamento da La7 con l’arrivo del nuovo editore Urbano Cairo.