Roma Capitale: c’è il sì. E i senatori del M5S non hanno detto una parola, né a favore né contro

L’aula del Senato ha approvato la risoluzione Pd-Pdl-Sc-Autonomie allo schema di decreto legislativo che modifica il decreto su Roma Capitale. Il M5S si è astenuto e la Lega ha votato contro. Il testo è passato con 193 sì, 12 no e 46 astenuti. Con la risoluzione approvata dal Senato, si dice sì di fatto ad alcune modifiche che il governo ha voluto introdurre al testo messo a punto dalla Bicameralina per il Federalismo. «La schiacciante maggioranza che si è espressa a Palazzo Madama lascia ben sperare in una rapida approvazione alla Camera e in una stesura definitiva del Consiglio dei Ministri», ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Il mio auspicio è che l’iter del decreto si concluda il prima possibile. Così finalmente il sindaco di Roma avrà poteri speciali in materia di traffico e mobilità, mentre per Roma verrà stabilito il trasferimento diretto dei fondi del trasporto pubblico. Gli investimenti del programma di Roma Capitale – ha concluso Alemanno – potranno essere gestiti con una normativa più agile che coinvolgerà Regione, Cipe e Campidoglio». Il fatto stravagante – ha detto a sua volta il senatore del Pdl, Andrea Augello – «è che il Movimento 5 Stelle non ha detto una parola né a favore né contro. In compenso al momento della votazione della nostra risoluzione, quella favorevole al governo, i grillini si sono astenuti. E al Senato l’astensione equivale al voto contrario. Difficile capire perché lo abbiano fatto. Si può scegliere tra ignavia, timidezza, inconsapevolezza della materia all’ordine del giorno, oppure semplice inimicizia per Roma. Di fatto non mi pare politicamente corretto su un tema di questa rilevanza non fornire neppure una buona motivazione al voto di astensione».