Riunione segreta dei grillini (a Fiumicino). Cronisti-paparazzi all’inseguimento del pullman

Svelato il segreto. I parlamentari grillini incontrano Grillo alle porte di Fiumicino. Sulla location scelta c’era stata la consegna del silenzio. La strana carovana si era messa in marcia intorno alle 11. L’unica cosa certa era che i parlamentari grillini si stavano muovendo per andare a rapporto da Beppe Grillo che li aveva convocati con una email. A deputati e senatori era stato dato appuntamento a piazzale Flaminio, a Roma dove due pullman li hanno poi prelevati per una destinazione “top secret”. L’appuntamento doveva restare segreto, ma la voce si era subito diffusa e appena giunti a piazzale Flaminio sono stati subito “assediati” da giornalisti e telecamere. Alla vista dei cronisti, molti si sono mostrati per lo più divertiti, ma qualcuno è apparso infastidito. «Andiamo a passare una giornata in allegria, né più né meno. Due chiacchiere poi torniamo a casa – ha detto Vito Crimi, prima della partenza – Gli autobus li paghiamo noi, dieci euro per l’autobus più una cifra variabile tra i diciotto e venti euro per il pranzo». Crimi ha assicurato che «l’incontro era previsto» e che non nasce per la paura che escano allo scoperto altri dissidenti come il deputato siciliano Currò. Giornalisti e fotografi non hanno mollato la presa inseguendo in auto il pullman dei deputati Cinquestelle.  Il segreto si è svelato intorno alle 12.20. Il luogo in cui si riuniranno è un casale, alle porte di Fiumicino in località Tragliata, in aperta campagna: “una location che fa eventi” e che ospita ricevimenti e matrimoni. La riunione comunque si preannuncia molto calda. Dopo il caso Crimi (su Facebook aveva scritto di preferire un “governo Bersani senza fiducia” all’esecutivo Monti) e la “correzione di rotta” di Grillo («Bersani e Monti sono uguali»), sono arrivate nuove grane per la tenuta della linea sulle alleanze. Il deputato siciliano Tommaso Currò ha auspicato apertamente «un confronto con il Pd». «Noi parlamentari non siamo automi e nemmeno bambini. Io non sono uno schiaccia bottoni per conto terzi», ha spiegato giovedì chiamando in causa il suo leader e Gianroberto Casaleggio. Critico anche sulla convocazione: «È surreale che 163 persone si muovano per andare incontro a una sola. Venga lui da noi in Parlamento». E oggi all’incontro non ci sono proprio tutti e la fronda antiGrillo si allarga.  Il modo abbastanza singolare con cui Grillo ha convocato i suoi ha suscitato l’ironia di Fabrizio Cicchitto: «Il M5 utilizza due pesi e due misure. Usa lo streaming e misure di massima trasparenza quando deve prendersi gioco di Bersani ed esporlo al pubblico ludibrio web, invece si muove come un nucleo leninista della Terza Internazionale quando deve riunirsi e dirimere serie ma normali questioni politiche».