Rifiuti, Toscana e Abruzzo tendono la mano a Roma. Alemanno: «Ora una soluzione definitiva»

Toscana e Abruzzo tendono la mano a Roma per trattare i suoi rifiuti. La mega discarica di Malagrotta da mezzanotte scorsa ha chiuso i battenti ai sacchetti di immondizia non differenziati per ricevere solo rifiuti trattati e le due Regioni hanno dato la disponibilità ad accoglierne, all’occorrenza una parte da lavorare nei loro impianti. L’intesa di massima, con una durata limitata, è stata raggiunta «per evitare il disastro», annuncia il governatore del Lazio Nicola Zingaretti. Mentre il sindaco di Roma Gianni Alemanno commenta: «Con l’ordinanza firmata ieri siamo in grado di gestire tutti i rifiuti della Regione, ma in ogni caso è opportuno avere una soluzione di riserva per un quantitativo limitato di 130 tonnellate al giorno». Secondo il primo cittadino «adesso la Regione Lazio e Roma Capitale possono lavorare insieme al commissario Sottile per trovare soluzioni definitive al problema dello smaltimento dei rifiuti di Roma. Da maggio funzioneranno gli impianti di tritovagliatura e separazione per il trattamento di tutti i rifiuti prodotti dalla città. Da giugno altri cinque municipi, per un totale di 400mila abitanti, daranno il via alla raccolta differenziata porta a porta che dovrebbe raggiungere la percentuale del 40 per cento dei rifiuti di Roma. Possiamo dire – conclude il sindaco – che con l’ordinanza di ieri e l’accordo tra le Regioni di oggi, Roma e il Lazio hanno superato il passaggio più difficile. Da adesso tutto dovrebbe essere progressivamente più semplice».

Il presidente della Regione Abruzzo, Giovanni Chiodi motiva così l’aiuto alla Capitale: «Ci siamo assunti la responsabilità di aiutare Roma per una emergenza rifiuti nella Capitale che sarebbe un danno di immagine non solo per la città ma per tutto il paese. E proprio per questo avremmo dato il nostro contributo anche se ci fosse stato bisogno di conferire in discarica i rifiuti. Ma così non sarà – aggiunge il presidente della giunta di centrodestra – anche perché l’accordo prevede una piccola quantità di materiale da trattare e che verrà successivamente conferito nelle discariche della Regione Lazio».