Renzi ricorda a Bersani che “non ha vinto le elezioni”. E il Pd lo esclude dai “grandi elettori”

«Non ho vinto le primarie, ha vinto Bersani. Il problemino è che poi Bersani non ha vinto le elezioni». L’ultima battuta, velenosissima, firmata Matteo Renzi, arriva nel giorno in cui il Pd lo esclude dalla compagine di “grandi elettori” incaricata di scegliere il presidente della Repubblica. Ma lui non se ne va mica: «Starò sempre dentro la sinistra perché non ne posso più di quelli che si fanno i partiti personali», ha detto parlando a un convegno nel corso del Vinitaly. «La parola rottamazione è stata la causa della mia sconfitta alle primarie, mi hanno detto «sei maleducato, demagogico» avevano ragione ma non voglio stare in un Paese in cui bisogna conoscere un capo di gabinetto per andare lontano». Ma intanto, il clima delle primarie è tornato ad aleggiare in Palazzo Paciatichi, sede del Consiglio regionale della Toscana. Fino all’esito della votazione: il sindaco di Firenze non sarà nella rosa che prevede due rappresentanti della maggioranza e uno dell’opposizione, a lui è stato preferito il presidente dell’assemblea toscana, Alfredo Monaci. Renzi, tuttavia, non sembra prendersela, anche se agli amici non nega che ad eleggere il prossimo Presidente ci sarebbe andato volentieri. Comunque la candidatura, raccontano, non è stata certo un’idea del sindaco. La discussione tra i componenti il gruppo consiliare dei democratici è durata per tutta la giornata, cadenzata solo da una breve interruzione. Alla fine della discussione-fiume il voto tra una soluzione “istituzionale” e quindi la scelta di mandare a Roma, oltre al governatore Enrico Rossi, anche il presidente del Consiglio Alberto Monaci, è stata preferita con 12 consensi. Sono stati invece 10 coloro che hanno optato per una proposta più “politica” cioè quella di indicare tra i ‘“grandi elettori” il sindaco di Firenze Matteo Renzi, considerata la sua rappresentatività a livello nazionale. Il voto a favore di Renzi nei giorni scorsi aveva avuto più di un aperto consenso, anche da parte di chi non è propriamente renziano. In consiglio regionale ai renziani sono ascrivibili solo quattro consiglieri regionali democratici.