Renzi insiste: «Accordo col Pdl oppure elezioni subito». E Cicchitto applaude: «Posizione ragionevole»

«Basta perdere tempo. Urgenti scelte sul lavoro e tagli alla politica. Oppure elezioni subito». Di prima mattina, su Twitter, Matteo Renzi ha rilanciato gli argomenti forti riportati nell’intervista al Corriere della Sera, nella quale di fatto dichiarava guerra a Pierluigi Bersani: «Il Pd deve decidere: o Berlusconi è il capo degli impresentabili, e allora chiediamo di andare a votare subito; oppure è un interlocutore perché ha preso dieci milioni di voti. Non possiamo dire un giorno “Berlusconi in galera”, e il giorno dopo proporgli la guida della Convenzione per le riforme. Il Paese non può permettersi di traccheggiare”. Per Matteo Renzi le strade sono solo due: «O un accordo o si vota. Il Pd deve smettere di fare melina. Non si può stare fermi in attesa che Bersani ottenga l’incarico. E’ ridicolo rimanere con un incaricato surgelato», sottolinea il sindaco di Firenze. «Non parto dall’accordo con Berlusconi, ma dal fatto che si devono avere idee chiare. O si va a votare a giugno, e la cosa non mi spaventa, o si fa un patto costituente da cui nasce la Terza Repubblica. Qui invece si punta a prendere tempo – osserva – e a eleggere un capo dello Stato che ci dia più facilmente l’incarico di fare il nuovo governo», dice ancora Renzi, secondo cui Bersani si “è fatto umiliare dai grillini andando in streaming a elemosinare mezzi consensi con persone come la capogruppo dei 5 Stelle, che hanno dimostrato arroganza e tracotanza nei nostri confronti”.

Parole accolte con soddisfazione dal Pdl, che con Fabrizio Cicchitto apre al dialogo con Renzi: «Un governo di emergenza è l’unica cura che consentirebbe al Pd e al Pdl di rivitalizzarsi e di rimettersi in campo per l’alternanza, sconfiggendo il populismo del Movimento 5 Stelle, perché la politica non si può affidare a dilettanti allo sbaraglio», dice l’ex capogruppo in un’intervista al Messaggero: «Andare alle urne sarebbe una sconfitta per tutti Pd e Pdl possono unirsi per dar vita a un governo che non duri sei mesi, ma almeno tre anni». Obiettivi, spiega Cicchitto, sono “la riforma istituzionale ed elettorale sul modello francese, con l’elezione diretta del Capo dello Stato al quale attribuire poteri più pesanti, la riforma elettorale, con il doppio turno, l’abbattimento del debito pubblico, la diminuzione della pressione fiscale su famiglie e imprese”.