Quirinale: ora arriva l’incubo Romano Prodi

Stamattina avrei scommesso 10 euro su D’Alema. La debolezza della candidatura di Marini era evidente fin da subito e già nell’approssimarsi della prima votazione si erano moltiplicati i segnali di dissenso interno al Pd. Se c’era un accordo Bersani-Monti-Berlusconi è fallito e questo è evidente che porterà all’esplosione delle schede bianche nella seconda votazione. Nella notte si tenteranno nuovi accordi. Ma ormai le trattative non sono più tra partiti ma piuttosto tra correnti. E questo si farà particolarmente sentire all’interno del Pd, dove Bersani risulta ancor più indebolito e messo all’angolo. Attualmente le capacità di trattativa di Bersani sono messe addirittura in forse, perché mentre Berlusconi ha dimostrato di poter garantire i voti compatti dei suoi su qualsiasi accordo, il Pd è letteralmente esploso, pubblicamente. Anche il rapporto Pd-M5S si è di fatto invertito. Se prima era Bersani che cercava di cooptare grillini alla propria causa e scommetteva sull’implosione del movimento dopo le manifestazioni di dissenso sul voto del presidente del Senato, ora è Grillo che tende la mano ai dissidenti del Pd offrendo un accordo di governo in cambio di una confluenza sul nome di Rodotà. Questo caos a sinistra riapre paradossalmente una porta a Prodi, perché è evidente che il voto di dissenso non è solo sul nome di Marini ma sul tentativo di accordo con il centrodestra. Buona parte della sinistra vuole prendersi tutto, i renziani vogliono tornare al voto con la candidatura del loro leader, i grillini persegono una strategia di “tanto peggio tanto meglio”. D’Alema potrebbe alla fine ottenere anche un’apertura del centrodestra perché pur essendo estremaente connotato è da sempre promotore di riforme costituzionali. Fu sua l’iniziativa dell’assemblea costituente. Un’elezione di Prodi rappresenterebbe invece una dichiarazione di guerra senza quartiere con l’esito di una maggiore destabilizzazione della situazione istituzionale. Comunque le scelte si manifesteranno alla terza votazione. Dopo una pioggia di schede bianche alla seconda votazione.