Questo governo non è un’ammucchiata. Alla sinistra non piacerà, ma agli italiani sì

Enrico Letta (o chi per lui) è riuscito a evitare che dalle larghe intese derivasse un’insulsa macedonia. Era un rischio molto reale. Se avessero scelto, come alcuni auspicavano, solidi mandarini e capitani di lungo corso sarebbe stato legittimo parlare di lottizzazione dei dicasteri. C’era in alternativa anche il rischio di un profilo bassissimo, ma anche questo è stato evitato con l’inserimento di personaggi che, pur non essendo stantii, possono vantare esperienza e competenza (Lupi alle Infrastrutture, Alfano agli Interni, Bonino agli Esteri). Ne è uscito un governo politico, ma sicuramente privo di ideologia. Per certi versi il personaggio più ideologizzato è proprio Emma Bonino, interprete di una cultura di minoranza di antica tradizione che però, in politica estera si è sempre dimostrata più manierista e pragmatica. Le new entry sono quasi tutte plausibili, in buona parte con una preparazione professionale e parlamentare adeguata al lavoro che dovranno svolgere e che, com’è ovvio, correrà su binari più o meno concordati.  Da questi ministri nessuno si aspetta realizzazioni epocali, ma solo che facciano bene il proprio lavoro, senza eccentricità. Per quanto la soddisfazione del Pdl sia più che comprensibile – anche la Giustizia a un personaggio molto “laico” come la Cancellieri promette almeno una tregua con la Magistratura – sarebbe superficiale gridare alla vittoria di Berlusconi e non comprendere che questo è soprattutto un governo di transizione. Certamente però una transizione che si voleva “senza”, “contro” e “dopo” Berlusconi e di cui invece lui è stato a tutti gli effetti un assoluto protagonista. Se questo governo durerà – e non ci sono particolari ragioni perché non abbia chances – alla fine della legislatura lo scenario politico italiano sarà però profondamente mutato. L’opposizione a questo governo verrà probabilmente considerata, dalla maggior parte degli italiani, istrionica e fastidiosa e chi non è in grado di vedere sin da ora quale possa essere il suo ruolo nello scenario prossimo futuro, è destinato a un avvenire di marginalità. Questo vale per gli uomini (un po’ meno per le donne…) ma soprattutto per le comunità che hanno una storia e una cultura. La nebulizzazione è sicuramente una possibilità tristemente reale, ma non è la sola.