Prodi riesce nell’impresa di riunire la destra italiana: da CasaPound al Pdl, tutti in piazza contro il Professore

Ci sono le bandiere di CasaPound e quelle della Giovane Italia, gli striscioni di Fratelli d’Italia, le bandiere  de La Destra di Storace e le insegne di Berlusconi presidente del Popolo della libertà. La destra italiana si trova accomunata, in tutte le sue sfumature, nella piazza antistante Montecitorio nel nome di Romano Prodi. Un nome da scandire con epiteti coloriti o irripetibili, un nome capace di unire davvero, tutti quelli che sono contro quello che ha rappresentato per l’Italia. L’eventualità che il Professore diventi presidente della Repubblica è di quelle da far scaldare anche gli spiriti più gelidi. Nulla di più unificante per la destra nostrana. Immagine emblematica la sostanza e la direzione della protesta, univoca contro l’ex presidente dell’Iri, ex presidente del Consiglio, ex presidente dell’Unione europea e possibile (o probabile) inquilino del Quirinale.

Emblematico, ad esempio, nella destra unita ma divisa, che neanche un ritornello semplice come «Prodi vattene», venga intonato all’unisono dai vari gruppi, affiancati, ma distinti, in piazza Montecitorio. Ogni gruppo lo intona con la sua cadenza e con un ritmo diverso. Orgogliosamente distinti, anche nelle protesta. Una piazza eterogenea, dai giovani o giovanissimi di CasaPound in pantaloncini corti che gridano il loro prosaico “Prodi Prodi vaffa” a volti noti della destra romana come Domenico Gramazio, il senatore che ha legato (riduttivamente) la sua immagine alla fetta di mortadella mangiata nell’aula di Palazzo Madama a mo’ di scherno per celebrare la caduta del governo Prodi. Da Roberta Angelilli a Marco Donzelli, da Marco Pomarici a Marco Marsilio sono molti i volti di esponenti locali e nazionali della vecchia Alleanza nazionale. Poco più avanti, un banchetto di Fratelli d’Italia offre pane e mortadella. Un marchio doc della protesta anti-prodiana.

Sventolano anche le bandiere del Pdl, anche i militanti del partito di Berlusconi di Prodi non ne vogliono sapere. «Non vogliamo un uomo di parte a capo dello Stato», dice Marco Pomarici, militante del partito e presidente del consiglio comunale di Roma. A salutarli è sceso in piazza anche Maurizio Gasparri. Tutti insieme appassionatamente contro Romano Prodi. Alla notizia della fumata nera per l’elezione di Prodi, piazza Montecitorio è esplosa in un boato.