Primarie Pd, il Campidoglio indaga (e presenta denuncia) sul presunto commercio di voti rom

Iniziate tra le polemiche, le primarie del Pd per il Campidoglio terminano come peggio non potrebbero. Sulla presunta compravendita di voti di rom, infatti, denunciata prima da un esponente della direzione del Lazio del Pd Cristiana Alicata e poi da M5S, il vicesindaco di Roma Sveva Belviso presenterà un esposto in Procura. «Su questo fatto il dipartimento Politiche sociali del comune ha avviato un’indagine interna», ha detto la Belviso. «Questa azione – ha proseguito – si rende necessaria sia per tutelare il rispetto della legge, sia per evitare che alle prossime elezioni comunali si possano verificare casi analoghi». La decisione, spiega il vicesindaco è stata presa dopo la «gravissima denuncia presentata dalla signora Alicata riguardo una presunta attività di compravendita di voti di cittadini di origine Rom per le elezioni primarie del Pd e mentre oggi registriamo nuove, pesantissime accuse attribuite, sulla rete, dal Movimento cinque stelle: questa volta si parla addirittura di cifre: 10 euro pagati per ogni voto». «Di fronte a queste affermazioni – ha continuato Belviso – l’amministrazione capitolina ha il dovere di assumere tutte le iniziative necessarie a fare chiarezza sull’accaduto». Come si ricorderà, Ignazio Marino, che ha vinto le primarie, ha ottenuto  il 51% delle preferenze degli oltre 100mila romani che hanno votato nei circa 200 seggi allestiti nella Capitale. Quasi il doppio di quelle ottenute dallo sfidante David Sassoli, arrivato secondo, anche lui al centro di roventi polemiche da parte dei suoi rivali del Pd a causa dei manifesti selvaggi. Marino, che dice di avere un programma basato «sulle idee e non sulle ideologie», non abdica ovviamente agli ideali come l’antifascismo. E sui presunti rom assoldati per il voto alle primarie, Marino ha replicato: «Se avessero votato tutti, neonati compresi, sarebbero stati 7mila voti. Come si fa a dire che ho vinto le primarie dei rom?».