Preiti continua a ripetere: «Cosa ho fatto?» I pm non chiederanno la perizia psichiatrica

I pm della Procura di Roma non sono intenzionati a chiedere la perizia psichiatrica per Luigi Preiti,  l’uomo che domenica ha ferito due carabinieri fuori Palazzo Chigi, uno dei quali ora a rischio paralisi. Il procuratore aggiunto Pier Filippo Laviani e il sostituto Antonella Nespola alla luce dei primi accertami si dicono convinti che Preiti abbia agito nel pieno delle sue capacità ma che la sua azione, “pianificata già da 20 giorni”, rientri nel comportamento di “un esibizionista”. Una perizia è stata disposta invece sulla pistola per capire se è già stata usata per altri reati. L’arma è stata portata nei laboratori del Ris dove gli esperti utilizzeranno degli agenti chimici per risalire alla matricola della pistola. Parlando con il procuratore aggiunto, Pierfilippo Laviani,  Preiti, riferendosi all’arma, ha raccontato di aver acquistato la pistola clandestinamente quattro anni fa. Una versione sulla quale ora sono in corso accertamenti. Chi indaga ha disposto analisi anche sui bossoli recuperati dalla scientifica sulla scena della sparatoria. È un gesto che non si può perdonare. Intanto Ciro Giangrande, fratello del carabiniere ferito gravemente e ancora in progosi riservata, è a arrivato al Policlinico Umberto I dove è ricoverato il fratello. «È un gesto che non si può perdonare», dice.  In carcere Preiti agli agenti penitenziari ripete in continuazione «cosa ho fatto?. Non so spiegare. Non potevo più mantenere mio figlio, ero disperato». Preiti alterna questi sfoghi a lunghi silenzi. Contestualmente viene ora estesa di 10 metri la zona rossa a Piazza Montecitorio su decisione della questura di Roma. La misura entrerà in vigore un’ora prima dell’insediamento del nuovo governo e si valuterà se adottarla anche in altre occasioni. Esteso poi il transennamento della piazza, lo spazio antistante l’ingresso di Montecitorio sarà interdetto anche ai pedoni. In quest’area potranno passare solo ministri, cariche istituzionali, parlamentari e i loro collaboratori. Aumentati anche gli uomini in campo.