Per il Pdl «con Franceschini cade il muro di Berlino». Ma le firme di sinistra condannano l’apertura a Silvio

«Dario Franceschini “apre” al Pdl: cosa non si fa, tra gli esautorati della vecchia guardia Pd, per mantenere un ruolo politico di rilievo!». Nel tweet al curaro di Gad Lerner è sintetizzata la posizione degli opinionisti d’oro della sinistra. Tutti compattamente schierati contro Franceschini. Dal cinguettio del giornalista de La7 a quello dell’ex direttore dell’Espresso, Giovanni Valentini, la sostanza non cambia: «Franceschini, chi? Quello che, ai tempi di Veltroni, fu definito “il vice-disastro” da Matteo Renzi?! Per carità…Allora  meglio il voto!». Tra gli irregolari della sinistra, su Facebook Fabrizio Rondolino riserva diversi post all’apertura del big del Pd: «Franceschini s’è accorto che esiste Berlusconi. Ma l’ha detto al Corriere, non a Bersani». Quindi l’ex spin doctor di D’Alema aggiunge: «Non è un caso che l’assalto a Bersani sia partito dai democristiani: pragmatici e abituati al pluralismo interno, lungimiranti, paraculi». Da un ex democristiano del fronte opposto arriva una tweet altrettanto severo sul leader Pd: «Diciamo che ormai – scrive il senatore Pdl Roberto Formigoni – nel Pd Bersani non gode più di molto credito Dopo Renzi,D’Alema,Franceschini… anche la Bindi lo critica apertamente!».

Com’era prevedibile, dal Pdl fioccano i commenti improntati al “meglio tardi che mai”. «Franceschini – osserva il vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri – ancora una volta con realismo invita il Pd a prendere atto che non c’è alternativa ad un trasparente confronto con Berlusconi, un leader confermato tale di elezione in elezione da milioni di italiani con enormi consensi. Bersani e compagni meditino sul realismo di alcuni esponenti del Pd. In caso contrario la parola toccherebbe di nuovo agli italiani». Mentre l’europarlamentare Pdl Licia Ronzulli usa la metafora del «muro di Berlino che la sinistra ha eretto contro Berlusconi in tutti questi anni» che sembra possa finalmente cadere. Tutto sta a vedere come reagirà Bersani, evocato da tutti. Come fa Alessandra Mussolini. «Dopo Renzi i – commenta la senatrice Pdl – anche Franceschini dice sì ad un dialogo Pd/Pdl. Bersani è rimasto ormai solo con la sua cieca ostinazione».