Papa Francesco e le donne: si ribalta il luogo comune sul pontefice antifemminista

A poche ore dalla sua elezione Papa Francesco era stato presentato come un campione dell’antifemminismo. Gli sono state attribuire frasi contro l’impegno delle donne in politica. Si è cercato di cucire sul nuovo pontefice l’abito truce e anacronistico del misogino. Oggi le parole del Papa hanno fugato ogni dubbio: ha ricordato infatti che proprio le donne furono le prime testimoni della Resurrezione, l’evento centrale della fede cristiana. Le donne per prime hanno creduto, le donne hanno avuto il coraggio di raccontare, le donne hanno testimoniato la fede. Loro hanno creduto, gli uomini no: Pietro andrà al sepolcro a cercare prove e Tommaso vorrà toccare con le sue mani le ferite di Gesù. Poi un appello alle “mamme e le nonne” a continuare il proprio ruolo di annuncio della fede.

In questo modo Papa Francesco si colloca nel solco della tradizione di Giovanni Paolo II che durante il suo pontificato fu particolarmente attento al mondo femminile giungendo a dedicare proprio a loro l’enciclica “Mulieris dignitatem” (1998). Un testo che non solo esaltava il genio femminile indispensabile alla crescita di ogni civiltà ma ricordava che l’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio, non poteva realizzare questa dimensione al di fuori della nascita da una donna. In tal modo Giovanni Paolo II esaltava non solo la maternità ma in qualche modo riscattava la figura di Eva dall’appellattivo di “ianua diaboli” che molti commentatori della Bibbia gli avevano affibbiato. Il tema della donna e della sua dignità non è stato trascurato dal predecessore di Papa Francesco. Fu proprio Benedetto XVI a proclamare nel 2012 dottore della Chiesa una delle figure più eminenti e affascinanti del Medioevo femminile, la mistica e teologa Ildegarde di Bingen, cui si deve la riflessione sull’uomo-microcosmo che riassume in sé tutto l’universo. E ancora fu Paolo VI, proprio come oggi Papa Francesco, a ricordare che la donna nella storia del cristianesimo possiede uno speciale statuto di dignità che proviene proprio dal racconto evangelico e dal ruolo delle donne attorno a Gesù. Un ruolo che non fu solo storico (furono loro le prime a propagare la nuova fede) ma è chiaramente iscritto nel piano salvifico di Dio.