Ora per le polpette di Ikea qualcuno finisce in ospedale. Il colosso svedese le ritira dalla Francia

Gli incidenti alimentari continuano a travolgere Ikea. Dopo i casi delle torte ai colibatteri e delle lasagne di alce che invece erano di maiale, seguiti alle polpette al cavallo, la serie nera per il gigante svedese dell’arredamento non sembra fermarsi. L’ultimo incidente venuto a galla riguarda ancora una volta le famose polpette che già mesi fa erano state coinvolte nello scandalo della carne di cavallo. Ikea ha dovuto ritirarle di nuovo dai suoi ristoranti in Francia dopo che alcuni clienti si sono sentiti male. Due famiglie avevano pranzato nel ristorante del negozio di Lisses, vicino a Parigi, e avevano mangiato polpette sono state colte da malore, con diarrea e vomito, sintomi chiari di avvelenamento alimentare. Ricoverati tutti in ospedale sono stati dimessi il giorno dopo. Il loro stato di salute non è grave. Oggi la multinazionale ha fatto sapere di aver sospeso la vendita delle polpette “per precauzione”, anche se nessun altro caso di malore, in nessun altro ristorante, era stato registrato nel frattempo. Intanto un’inchiesta è stata aperta e dei prelievi sono stati effettuati sui prodotti incriminati. I risultati delle analisi non saranno noti prima della prossima settimana. È un periodo nero per il colosso del mobile da montarsi da sé. Appena a inizio mese, Ikea ha dovuto bloccare la vendita in diciotto paesi d’Europa delle lasagne surgelate a base di carne di alce perché contenevano maiale, anche se in piccola quantità. Un prodotto gourmet “simbolo” come le torte al cioccolato e mandorle, le “chokladkrokant”, era stato in precedenza bloccato in ventitré Paesi, tra i quali l’Italia, dopo che le autorità sanitarie cinesi avevano rilevato nel prodotto tracce di colibatteri, spia di una contaminazione fecale. Ma i problemi erano già cominciati a febbraio quando su Ikea si era abbattuto lo scandalo della carne di cavallo. Carne equina era stata trovata infatti nelle note polpette preparate in Svezia per i ristoranti Ikea della Repubblica Ceca. Il gruppo aveva quindi deciso di bloccarne la vendita in tutta Europa. In quel caso, nessuna traccia di cavallo era stata trovata nei lotti venduti in Italia. Dopo questa serie di incidenti l’azienda ha assicurato di aver aumentato i controlli sulla tracciabilità della catena alimentare.