Obama: «In Siria usate armi chimiche, non sappiamo da chi». Damasco: «Da tempo aspettiamo gli esperti l’Onu…»

Nel giorni in cui i ribelli siriani insanguinano nuovamente Damasco con un’autobomba che causa dieci morti, il presidente americano Obama ritorna alla carica contro il suo omologo siriano Bashar al Assad. «La mia posizione è sempre stata che Assad ha perso credibilità, ha ucciso innocenti e deve lasciare il potere aprendo a una soluzione politica», ha detto il capo della Casa Bianca, aggiungendo che «sappiamo che le armi chimiche in Siria sono state usate, ma non sappiamo ancora quando, da chi e dove». Il Pentagono evidentemente non deve avere informato la Casa Bianca che le armi chimiche sono state usate dai ribelli ad Aleppo, ed erano armi provenienti dalla Turchia, accusata da tempo da Damasco di fornire armi, sussistenza e passaggio di mercenari ai ribelli. Anche nel caso dell’Iraq di Saddam Hussein l’intelligence americana fu piuttosto deficitaria, segnalando armi chimiche laddove non ce ne erano e dove poi non sono state mai trovate. «La prova che sono state usate armi chimiche cambierebbe tutto, farebbe rivedere tutta la gamma delle nostre risposte strategiche», ha logicamente detto Obama, secondo il quale «è necessario continuare a investigare, per raggiungere certezze, perché giudizi affrettati potrebbero rendere più difficile mobilitare la comunità internazionale», ha detto ancora Obama, aggiungendo di aver già chiesto «da un anno a Pentagono e intelligence» di preparare opzioni per una azione Siria.

Immediata la risposta del governo siriano: «Stiamo ancora aspettando che la nostra richiesta affinché l’Onu indaghi sull’uso di armi chimiche ad Aleppo lo scorso 19 marzo venga ascoltata», ha infatti subito denunciato l’ambasciatore siriano al Palazzo di Vetro, Bashar Jaafari. «Abbiamo sentito troppe affermazioni false», ha continuato il diplomatico, sottolineando che le autorità siriane sono ancora in attesa di un team di esperti Onu per indagare sull’uso di armi chimiche da parte dei ribelli. L’ambasciatore siriano al Palazzo di Vetro ha poi denunciato un incidente avvenuto a nord della città di Idlib, durante il quale le forze di opposizione avrebbero utilizzato armi chimiche contro la popolazione. «Gruppi di terroristi armati hanno utilizzato una polvere, molto probabilmente una sostanza chimica, contro la popolazione di Salaqeb, vicino a Idlib, e le vittime di questo atto odioso sono state trasportate in Turchia per essere curate – ha aggiunto – Si tratta di una strategia architettata per poi accusare il governo di Damasco di ricorrere a queste armi», ha detto Jaafari all’Onu.