Nel caos della sinistra ci mancava solo Celentano che dà consigli sul Colle…

A che servono le primarie last minute del Pd quando Celentano ha già le soluzioni in tasca? Altro che diretta in streaming, che elezioni online e strategie rilanciate a colpi di tweet: nel Paese del televoto e dei talent show, le consultazioni si possono svolgere tranquillamente in diretta tv. Tramite telefonata da casa. Magari con l’aiutino elargito niente poco di meno che dal Molleggiato, e con un “arbiter elegantiarum” costretto all’inedito ruolo di giudice “super partes” del calibro di Michele Santoro. Un primo assaggio di questo fantapolitico scenario si è registrato proprio ieri durante la messa in onda di Servizio Pubblico, con l’intervento in corsa di uno dei guru dell’attualità ormai solo in prestito alla canzone d’autore che, ultimamente – che sia sul palco dell’Ariston o sul divano del suo salotto – discetta di politica più di quanto provi a cantare. Del resto, da quando Grillo ha sdoganato dalla Rete alle piazze la promozione di un ex comico a leader di un movimento politico, quasi non stupisce più il ruolo di predicatore maitre à penser assurto da Celentano che, tra pause e invettive feroci, nei suoi monologhi che affrontano dal massacro delle foche al referendum sulla legge elettorale, senza dimenticare di attaccare Famiglia Cristiana e Avvenire, o trascurare il problema delle speculazioni edilizie selvagge, discetta di tutto un po’, concentrandosi anche sull’elezione del presidente della Repubblica. Anzi di più: nella telefonata riecheggiata ieri nello studio de La7, Celentano ha offerto la sua ricetta per uscire dallo stallo. E dopo essersi auto-proposto come mediatore in studio di un ipotetico incontro conciliatore tra Grillo e Bersani, ha lanciato l’endorsement per Rodotà al Colle, e a corollario, Gino Strada come ministro della sanità e Zagrebelsky ministro della Giustizia. Deve averci preso gusto l’ex ragazzo della via Gluck, oggi predicatore che dal pulpito mediatico lancia strali e suggerimenti per la celebrazione delle liturgie istituzionali. E così, non nuovo ad “improvvisate” da Santoro, dopo la partecipazione telefonica a sostegno della campagna elettorale di Pisapia al comune di Milano nel 2001, in diretta ad Annozero sulla Rai, ora alza il tiro e mira al Quirinale. A quando allora la lista dei ministri di Al Bano e la candidatura di Toto Cutugno a premier?