Nei sondaggi il Pdl effettua il sorpasso e torna primo partito: in caduta libera grillini e montiani

Il Pdl guadagna quasi 2 punti (+1,9 per cento) rispetto ad una settimana fa e diventa primo partito nelle intenzioni di voto con il 26,9 per cento. Segue con un distacco minimo il Pd (26,8 per cento), che cresce di oltre un punto (+1,3%) in 7 giorni. Perde invece quasi un punto e mezzo (-1,4%) il Movimento 5 Stelle, al 24 per cento. È quanto emerge da un sondaggio realizzato dall’Istituto Swg in esclusiva per Agorà, su Rai Tre. Queste le intenzioni di voto (tra parentesi la variazione rispetto alla rilevazione del 5 aprile): Pdl 26,9% (+1,9%). Pd 26,8% (+1,3%). M5S 24,0% (-1,4%). Scelta Civica 5,6% (-1,5%). Lega Nord 4,5% (+0,4%). Sel 3,2% (+0,2%). Udc 1,8% (-0,2%). Rivoluzione Civile 1,3% (+0,3%). Fratelli d’Italia 1,0% (-0,2%).

Nel gradimento degli italiani per il Quirinale Emma Bonino resta prima con il 16% dei voti, un punto in più rispetto alla settimana scorsa. Al secondo posto nell’indice di gradimento, ma con la metà delle preferenze, l’8 percento, c’è Gianni Letta. Con un punto di distacco (7%) seguono a pari merito Silvio Berlusconi, Romano Prodi e Stefano Rodotà. Hanno raccolto gradimento anche il premier uscente Mario Monti (5 per cento) e l’attuale Capo dello Stato, Giorgio Napolitano (4%), mentre il ministro Paola Severino e Gustavo Zagrebelsky si attestano al 3 percento. Seguono Pietro Grasso e Marcello Pera, entrambi al 2 percento; infine Massimo D’Alema, Franco Marini e Giuliano Amato chiudono la classifica a pari merito con l’1 percento. Spicca però il 19 per cento che non vorrebbe nessuno di questi nomi al Quirinale.

Nella classifica settimanale dei leader politici, quello che ispira maggiormente fiducia rimane Matteo Renzi è al 56 per cento, stabile, Beppe Grillo invece perde tre punti in una settimana (27%) appaiato con Pier Luigi Bersani che di punti ne perde due e Silvio Berlusconi (stabile). In caduta libera Mario Monti, al 21 per cento, che perde due punti.  Quanto al governo, al 45 per cento degli italiani piace l’ipotesi di un accordo tra Bersani e Berlusconi. Ma questo risultato non si incrocia con il favore per un esecutivo di larghe intese, che si ferma al 20%. In pole tra gli scenari del dopo-voto, per gli intervistati, è infatti la modifica della legge elettorale per poi tornare alle urne. Il 45% di gradimento all’accordo Berlusconi-Bersani è in gran parte alimentato dagli elettori di centrodestra, favorevoli all’83 percento. L’idea invece piace solo al 28 percento degli elettori di centrosinistra e ancor meno a quelli del Movimento 5 Stelle, favorevoli al 19%. I sondaggi sono stati realizzati nei giorni 9 e 10 aprile.