Napolitano ridimensiona i suoi “saggi”: «Non devono indicare un governo e tra dieci giorni avranno finito»

«Vorrei soprattutto cogliere l’occasione, visto che questa modesta decisione – perché si tratta di una decisione di portata assai limitata – ha dato luogo anche a reazioni di sospetto e interpretazioni francamente sconcertanti per osservare che è del tutto ovvio che qui non si crea nulla che possa interferire né nell’attività del Parlamento, anche in questa fase in cui lavora nei limiti noti, né nelle decisioni che spettano alle forze politiche». Dopo essersi affidato in mattinata alle colonne amiche del Corriere della Sera, il presidente Napolitano rilascia una nota, nel giorno del debutto delle commissioni dei “saggi”, per replicare ai dubbi che soprattutto nel centrodestra hanno accompagnato questo tentativo di conciliazione istituzionale. «Io mi sono trovato in una condizione di impossibilità a proseguire nella ricerca di una soluzione alla crisi di governo, data la rigidità delle posizioni delle principali forze politiche», afferma ancora Napolitano, che sembra frenare molto rispetto alle intenzioni iniziali: «I gruppi di lavoro non indicheranno un tipo o un altro di soluzioni di governo. Indicheranno quali sono, rimettendo un po’ al centro dell’attenzione problemi seri, urgenti e di fondo del paese, le questioni da affrontare, anche permettendo una misurazione delle divergenze e convergenze in proposito», precisa il presidente. Poi l’uomo del Colle è entrato nel merito delle polemiche: «Sabato ho proceduto in condizioni di particolare urgenza e difficoltà alla scelta di persone che potessero dare il contributo richiesto. L’indubbio valore dei nomi da me subito resi noti, non mi ha messo al riparo da equivoci e dubbi circa i criteri della scelta o la non presenza di altri nomi certamente validi», dice ancora Napolitano. Quindi sono arrivare le scuse alle donne: «Comprendo il disappunto che con accenti polemici si è espresso per non aver inserito in quella rosa delle personalità femminili, anche individuandole al di fuori di vertici istituzionali cui non abbiano avuto finora accesso. Mi dispiace e me ne scuso, pur trattandosi – precisa il capo dello Stato – di organismi non formalizzati e di breve durata cui ho dato vita con obbligata estrema rapidità. Per nomine più sostanziali e di lungo periodo, come quelle che mi è spettato fare per la Corte Costituzionale e per il Cnel, ho dato il giusto peso alla componente femminile. E ai gruppi di lavoro ora istituiti saranno certamente ben presenti gli apporti venuti su molteplici temi da personalità femminili». Infine, i tempi: «I gruppi non scavalcheranno la mia presidenza. Per essere utili, il tempo giusto è tra otto e dieci giorni». Come aveva chiesto il centrodestra.