Napolitano battezza la stagione delle larghe intese: era l’unica strada possibile

«È l’unico governo possibile per il Paese». Dopo due mesi di polemiche e tensioni la nascita del nuovo governo fa tirare un sospiro di sollievo a Giorgio Napolitano, che così finalmente mette la parola fine a una lunga deriva che stava trascinando il Paese sempre più in basso. E che si sia scrollato di dosso un peso lo dimostra l’episodio che si è verificato in sala stampa. Enrico Letta stava ancora spiegando ai giornalisti il suo esecutivo quando il presidente è entrato nel corridoi “alla Vetrata” dove è radunata la stampa in occasione delle consultazioni. Con passo deciso si è diretto ai microfoni e ha spiegato ancora una volta come non ci fossero alternative a questo governo. Subito dopo ha preso entrambe le mani del giovane Letta e le ha tenute a lungo strette incrociandole mentre i fotografi scattavano a ripetizione. Ora l’auspicio di Napolitano è «che ci sia la massima coesione. Non c’è bisogno di nessuna formula speciale». Quello che nasce, ha detto, «è un governo politico formato nella cornice istituzionale e secondo la prassi» della democrazia parlamentare. Poi, le parole di plauso per Letta e per tutti i partiti che sono riusciti a trovare la quadra nell’interesse del Paese. «Letta – ha sottolineato – è stato l’artefice della nascita di questo governo che io ho assecondato». Il nuovo esecutivo per Napolitano è, infatti, «frutto di uno sforzo paziente e tenace del presidente incaricato e dei leader delle forze politiche che hanno scelto la strada della collaborazione nonostante tutte le difficoltà incontrate e prevedibili. Un governo la cui costituzione non poteva tardare oltre, nell’interesse del nostro Paese e dell’Europa».