Meloni dà 7 e mezzo al sindaco Alemanno. «Lo sosteniamo ma abbiamo le nostre priorità»

Un bel 7 e mezzo. È il voto che Giorgia Meloni, sorridendo, dà a Gianni Alemanno per il suo primo mandato da sindaco. «Ma penso possa arrivare a 9 nei prossimi cinque anni», aggiunge la leader di Fratelli d’Italia uscendo dalla conferenza stampa che si è tenuta al comitato elettorale del sindaco per illustrare la posizione del partito alle prossime amministrative del 26 maggio. Una battuta che racchiude la promozione, l’auspicio del bis ma anche una dose di delusione per quello che non è stato fatto. E che si dovrà fare: non a caso lo slogan portante della campagna elettorale di FdI è “Roma cambia #senzapaura”, già twittato da giorni sulla rete. Fratelli d’Italia comparirà sulla scheda con una propria lista di candidati in Comune (tra i quali gli uscenti Mollicone, Ghera, De Priamo) e nei municipi e appoggerà il sindaco uscente nell’ambito della coalizione di centrodestra. Prima della presentazione ufficiale delle liste (sabato scorso) la delegazione capitolina di Fratelli d’Italia ha più volte incontrato il primo cittadino per sottoporgli una piattaforma politica e programmatica come base del confronto per verificare compatibilità e «percorsi di condivisione». Priorità assoluta: l’esigenza di ripartire dalla discontinuità e dalla rottura che nel 2008 caratterizzarono la candidatura di Alemanno rispetto alle giunte Veltroni e Rutelli.

Una maggiore politica ambientale e di sostenibilità, rifiuti zero, trasparenza, merito e linearità nella scelta delle persone e delle nomine: sono questi i punti principali che per il partito di Giorgia Meloni e Fabio Rampelli vanno inseriti nel programma di coalizione nella corsa al Campidoglio. Davanti ai cronisti, al tavolo con Alemanno, oltre all’ex ministro della Giustizia, anche Marco Marsilio e Marco Scurria. Il sindaco ha ringraziato Giorgia «per la valutazione alta, a dimostrazione dello sforzo fatto». Sulla richiesta di maggiore oculatezza nella scelta dei candidati e dei dirigenti, il sindaco ha ricordato che «chi ha sbagliato deve pagare, ma la nostra giunta è uscita pulita da tutti i tentativi di sporcarla». «Abbiamo chiesto e ottenuto da Alemanno – ha spiegato la Meloni – che ci sia maggior attenzione sul piano del merito e dell’onestà nella selezione della classe dirigente e di coloro che vengono nominati in ruoli apicali e, anche se la responsabilità di quanto accaduto non è riconducibile al sindaco Alemanno, c’é bisogno di vigilare molto di più di quanto non sia stato fatto». Infine è stato ricordato l’esito delle primarie (on line e in piazza) indette da Fratelli d’Italia per coinvolgere gli elettori di centrodestra nella scelta del candidato sindaco. Una sorta di pareggio tra chi privilegiava la compattezza del centrodestra (Alemanno da subito) e chi preferiva una scelta a se stante (indicando Meloni come possibile candidato).