Marino via dal Pd? Lui replica: il mio partito è Roma. Alemanno: allora dimettiti da senatore

Un partito democratico in agonia. Dove già tutti ridisegnano la nuova geografia della sinistra e si concentrano su chi resta e chi esce se dovesse alla fine risultare vincente la strategia di Matteo Renzi e se il partito dovesse scegliere di abbandonare una marcata identità di sinistra. E oggi Repubblica mette in evidenza che sarebbero già in procinto di andar via personaggi come Cofferati, Laura Puppato, Pippo Civati e Ignazio Marino. Il primo conferma: se si fa un governo di larghe intese, afferma in un’intervista a Il Fatto, vuol dire che è finito tutto. Laura Puppato smentisce categoricamente di veleggiare verso Sel. Per Marino il discorso è anche più complesso, visto che dovrebbe essere il candidato unitario del Pd a Roma. E infatti il candidato su Facebook si schermisce: “Come immaginavo oggi sulla stampa sono iniziate le ipotesi di scissioni e correnti. E mi ritrovo tirato per la giacchetta da una parte e dall’altra. Forse non hanno capito che il mio partito è Roma”. Gianni Alemanno, sindaco uscente del Pdl, non vuole entrare nel merito della discussione interna di un partito che non è il suo: “Sono problemi loro”, è il suo commento. Ma non rinuncia a punzecchiare l’avversario Marino: “Se è vero che Marino ha detto di non far parte di correnti e che il suo unico partito è Roma, per rendere credibile questa affermazione dovrebbe dimettersi dal suo ruolo di senatore -spiega il sindaco di Roma- Marino è stato eletto senatore ed ha partecipato alle votazioni, come fa adesso a dire che non c’entra nulla? Il suo partito è veramente Roma e io ne sarei felice, si dimetta e faccia la campagna elettorale da semplice cittadino”.