Macabra messa in scena col fantoccio di Mussolini. Certi “compagni” vadano a lezione da Putin…

Pietosi. Un pupazzo con il volto di Mussolini appeso a un lampione in piazza a Alassio (in provincia di Savona) ha creato momenti di tensione durante la cerimonia del 25 aprile. Il pupazzo è stato fatto togliere dalla polizia che ha identificato gli autori del gesto. Un secondo momento di tensione si è verificato quando una donna ha consegnato al commissario prefettizio il testo di Fischia il vento, canzone che era stata inizialmente tolta dalla colonna sonora ufficiale della celebrazione. Sono iniziative come questa che danneggiano il processo di pacificazione nazionale che certe volte sembra veramente lontano. Lo spettacolo di Piazzale Loreto è universalmente riconosciuto da tutti gli storici italiani e internazionali come una delle più grandi barbarie della storia di questo Paese. Una follia collettiva, allucinante, selvaggia condannata unanimemente da tutti. Anzi, da quasi tutti, dato che a quasi settant’anni di distanza c’è chi lo ricorda in termini positivi. Gli autori di questo oltraggio feriscono soprattutto la sensibilità degli antifascisti e di quelli che alla resistenza ci hanno creduto e che oggi legittimamente celebrano quell’evento. A questi prigionieri del passato suggeriamo di prendere esempio da Vladimir Putin, il presidente russo che, parlando alla nazione, ha detto che lo stalinismo è finito per sempre e non tornerà mai più. Possibile che solo in Italia non ci si riesca a liberare da questa ossessione passatista?