«L’ovetto Kinder discrimina tra maschi e femmine». In Argentina il “politically correct” non conosce limiti

Ma l’ovetto Kinder discrimina? La polemica domanda è stata posta oggi da una deputata argentina, Maria Jose Lubertino, che in un messaggio sulla sua pagina Twitter ha dichiarato categoricamente: «Respingiamo la vendita differenziata per colori e giocattoli degli ovetti di Pasqua Kinder, un passo indietro per l’eguaglianza dei generi». Lubertino – che è stata presidente dell’Istituto Nazionale contro la Discriminazione, la Xenofobia e il Razzismo (Inadi) – si riferiva al fatto che gli ovetti Kinder messi in vendita per Pasqua sono disponibili in due versioni, come ha spiegato in un altro messaggio: «Rosa per le bambine e celeste per i bimbi», il che «non solo ci condanna a una divisione che non è necessaria ma inoltre ci nega il resto delle sfumature di colore». L’ azienda locale che produce gli ovetti di cioccolata ha precisato che in realtà il prodotto è anche disponibile in un terzo colore, il verde, che contiene regali unisex mentre su Twitter è partito il dibattito sulla denuncia delle deputata. «La mia bambina mi uccide se le porto un ovetto con dentro una macchina da montare!», sostiene Graciela Ventimiglia, mentre Majo sottolinea che «a me è sembrata un’ottima idea, così eviti che tuo figlio ti guardi male se gli tocca una collana rosa dentro l’uovo» mentre Salem Saberhagen osserva salomonicamente che «alle bambine piace Hello Kitty e ai bambini Batman, ma nessuna marca proibisce a un bimbo di mangiarsi un uovo con Kitty dentro». Nell’Argentina della presidente Kirchner il fronte femminista è particolarmente agguerrito: in occasione dell’elezione di Papa Francesco sui Social network sono state attribuite frasi fasulle del cardinale Bergoglio contro le donne pronunciate in occasione dell’elezione della presidente argentina. Esasperazioni che adesso toccano perfino le uova al cioccolato con le relative sorprese.