Letta non si fa umiliare dai grillini (come Bersani): «Scongelatevi!». E il duo Crimi-Lombardi si “attapira”…

Stavolta i Cinquestelle non hanno potuto dire che sembrava di essere a Ballarò. L’incubo di un’umiliazione bis era palpabile dopo il “no problem” del presidente incaricato Enrico Letta alla richiesta della diretta streaming dell’incontro. Letta ha fatto dimenticare per fortuna il massacro mediatico cui si è sottoposto il suo predecessore Bersani. Ha praticato da subito un possesso palla deciso, sicuro di sé, all’attacco in qualche passaggio, stoppando tentativi peraltro ingenui di ripartenze da parte del duo Crimi-Lombardi. La morale dell’incontro è il peraltro già annunciato “no” alla fiducia, ma il “sì” sui singoli provvedimenti che il M5S condividerà. Per il resto durante il faccia a faccia Letta li ha tenuti a bada per quanto ha potuto, sia pur con garbo. «Scongelatevi», «Non abbiate paura di mescolarvi con gli altri», «l’incomunicabilità non giova al Paese». Non si è sdilinquito in elogi come Bersani. Letta ha parlato chiaro e con tono fermo. Siamo alla partita finale, questo il senso del suo discorso, ha detto elencando prima di tutto le modalità, poi gli obiettivi. «Non si può più perdere tempo, voglio provare a dare risposte rapide, un governo snello e sobrio nella composizione, con persone capaci di accendere subito la macchina dei ministeri senza fare “scuola guida”». Tre gli obiettivi primari: risposta all’ emergenza economica, riforma politica, nuova Europa. «Siamo alla scadenza di emergenze impressionanti per quanto riguarda il salasso che si abbatte su famiglie e imprese. Proverò a dare risposte di sistema e di emergenza. La delegazione grillina prendono appunti e ascolta. Quello che con Bersani sembrava un rogito notarile, oggi sembra perlomeno una lezione di metodologia e prassi della politica. «Siamo alla rottura del sistema, ne sono consapevole. Non è possibile far passare neanche un giorno di vita del governo che verrà, senza consegnare dei fatti sul tema della riforma della politica», afferma Letta. «Coniugare il taglio dei costi con il finzionamento del sistema: su questo mi voglio applicare». E per non essere tacciato di fare solo discorsi , il presidente incaricato comunica chiaramente che chiederà «tempi certi». Sono questioni, dice, che hanno a che fare con la riforma Costituzionale. E naturalmente, la riforma elettorale sarà una priorità. Terzo punto l’Europa. «C’è bisogno di un’Europa differente, e se ci fosse un Parlamento che vuol far cambiare linea alle politiche di austerity, in questo momento congiunturale, ciò potrebbe accadere».  A una condizione, che il M5S «forza reale nel Paese, faccia un passo avanti». Finora, dice loro, «avete scelto di non partecipare alle decisioni della vita parlamentare. Adesso siamo nell’“ultimo passaggio” e penso che sarebbe frustrante per il vostro mondo se la vostra indisponibilità di mettere le vostre forze in campo finisse per mantenere questa incomunicabilità». Via con lo “scongelamento”, allora. « I voti si devono mescolare – esorta Letta–  se non avessimo votato i vostri candidati, ora non avreste un questore e un vicepresidente. È grazie ai nostri voti che li avete», incalza.  Parla Crimi, sulla linea di difesa, affermando che quanto alla fiducia, non firmeranno cambiali in bianco, interviene la Lombardi tirando fuori una bozza sull’abolizione rimborsi elettorali, («se vuole la firmi») , tanto per far vedere che qualche compitino lo hanno fatto. Poi tentano con piccole provocazioni ad essere protagonisti dell’evento streaming davanti ai loro elettori. Tipo: perché non avete votato Rodotà?«Non scenderei su questo terreno» li blocca Letta, ponendo un problema di proporzioni reali e non virtuali: «Siamo noi quelli delle primarie, come per il Comune di Roma: Ignazio Marini è stato votato da 50.000 elettori; Rodotà era stato prescelto da 4000 elettori M5S….». Ricapitolando, l’unica tattica credibile è «l’assunzione di responsabilità reciproca. Non lo volete fare sulla fiducia? Fatelo dopo». Ultima provocazione dei Cinquestelle: lei parla di moralizzazione e allora, la Debora Serracchiani con doppio incarico, in Europa e alla Regione Friuli Venezia Giulia? «Stiamo uscendo dal seminato», tira via brusco Letta, «ma discutere con voi è comunque  positivo». Conclude Crimi: «Riceverà un “sì” sulle proposte che condivideremo». Almeno una partita giocata.