Le Quirinarie mandano in tilt il M5S. Grillo: colpa degli hacker, tutto di rifare

Le Quirinarie del Movimento 5 Stelle non sono andate bene. E si dovrà ripetere tutto. Lo annuncia Beppe Grillo dal suo blog, parlando di un attacco di hacker che ha costretto il Movimento ad annullare le votazioni di ieri. Si ricomincia da capo e i “livelli di sicurezza” saranno aumentati. E mentre la democrazia via web dimostra tutta la sua vulnerabilità  non si conosce ancora il numero degli aventi diritto al voto (si saprà lunedì), non si conosce il nome della società esterna che “valuterà e certificherà la procedura di voto e scrutinio” (si saprà lunedì). E lunedì si conosceranno anche tutti gli altri dati delle ‘quirinarie’, ovvero delle votazioni online del M5S per scegliere il candidato ‘stellato’ al Quirinale. L’unica certezza è che tutto il processo di voto è gestito dalla Casaleggio Associati, la società di Gianroberto Casaleggio.

Sarà perciò la società di consulenza del guru informatico e fondatore del M5S a raccogliere i voti degli iscritti al Movimento (“più di 250mila”, assicura il deputato Roberto Fico). Ma, soprattutto, sarà la sua società a valutare la ammissibilità dei voti espressi (l’esclusione di chi non ha i requisiti per l’elezione a Capo dello Stato) e a decidere sui voti poco chiari (nomi errati o dubbi). “Prevarrà il buon senso”, rassicura Fico anche se c’è chi gli fa notare che non è possibile che non si conosca il numero dei votanti che sono gli iscritti al movimento registratisi entro il 31 dicembre 2012.