L’Annunziata si rassegni: i veri impresentabili sono a sinistra

Una tragicommedia infinita, la credibilità persa (o forse mai avuta) del Pd, l’incapacità di fare un discorso serio, di mantenere un impegno, di rispettare la parola data. L’elezione del nuovo presidente della Repubblica ha fatto capire chi sono i veri impresentabili. Meglio che si rassegni, Lucia Annunziata, perché sono tutti (più o meno) amici suoi, a partire dai franchi tiratori democratici, tanto democratici da non aver avuto nemmeno il coraggio di dire a Bersani che aveva fatto una scelta sbagliata, che non erano d’accordo con lui. Facile, troppo facile, farsi proteggere dal segreto dell’urna, nascosti e tremanti, alla “che Dio me la mandi buona, speriamo che nessuno mi veda”. Impresentabile si è rivelato anche Matteo Renzi che adesso è il rottamatore rottamato, perché è riuscito a trasformare la scelta della più alta carica dello Stato in una questione correntizia e nella vendetta postuma dopo la sconfitta delle primarie. Un modo di agire che sa di vecchia politica, messa in campo proprio da chi vorrebbe presentarsi come il nuovo che avanza. Il tutto per arrivare a Prodi, l’impresentabile per eccellenza, uno dei personaggi più invisi all’opinione pubblica, il premier che ha causato più guai agli italiani in un paio d’anni che tutti gli altri messi insieme. Non bisogna dimenticare i grillini che hanno fatto dell’elezione del capo dello Stato l’ennesimo atto comico di un partito altrettanto comico: tra voti web e urlatori di professione, immaginano Prodi come moderno Che Guevara. Un velo pietoso va steso sui vendoliani, ancorati alle logiche del secolo scorso. Tutti questi impresentabili hanno ottenuto un solo risultato: togliere un’altra fetta di credibilità alla politica e dare un altro schiaffo agli italiani.