L’accoglienza dei mercati al governo delle larghe intese: spread sotto la soglia dei 270 punti

Il governo di Enrico Letta ‘incassa’ anche la fiducia del mercato – dopo il sì di Camera e Senato – con lo spread che si restringe fin sotto la soglia dei 270 punti base e il rendimento del Btp decennale in discesa ai minimi da due anni e mezzo. Si conferma così l’orientamento positivo verso il debito italiano, dopo l’exploit dell’asta Btp di ieri che ha visto i tassi ritornare ai valori di fine 2010. Questo almeno il responso sul fronte obbligazionario nella prospettiva di un governo più stabile e con obiettivi mirati ad allentare la pressione del rigore nel tentativo di rimettere in moto il Paese. E nel giorno in cui il premier Letta inizia il tour europeo da Berlino per spiegare alla cancelliera tedesca Angela Merkel come intenda coniugare rigore e crescita, il tasso del Btp ha chiuso al 3,88%, come non accadeva da ottobre 2010, e lo spread con il Bund si è ridotto a 267 punti base. Sulle Borse europee, invece, prevale la cautela con gli investitori riluttanti a prendere posizioni alla vigilia dello stop per la Festa del Primo Maggio, mentre cresce l’attesa per un taglio del costo del denaro da parte della Bce nella riunione del board di giovedì prossimo, dopo il crollo dell’inflazione nell’Eurozona (1,2% ad aprile) e l’ennesimo record della disoccupazione (19,21 milioni i senza lavoro a marzo e tasso di disoccupazione in rialzo al 12,1%). Piazza Affari è la peggiore (-0,96%), mentre registrano ribassi più contenuti Londra (-0,43%) Parigi (-0,31%) Madrid (-0,38%). Riesce invece a chiudere in progresso Francoforte (+0,51%) nonostante la disoccupazione in Germania ad aprile abbia segnato un rialzo più forte del previsto e per il secondo mese di fila.