La rivolta dei grillini a Montecitorio (in piazza insieme ai “compagni” con le bandiere rosse)

Dopo la chiamata di Grillo a Roma, piazza Montecitorio si è riempita di grillini, di curiosi, ma soprattutto di attivisti di Rifondazione comunista che, con tanto di bandiere, hanno presidiato la piazza di fronte alla Camera per tutta la serata. I sostenitori del M5S hanno urlato slogan e insulti contro il parlamento e le istituzioni, giungendo a invitare il capogruppo al Senato Vito Crimi, che aveva parlato al megafono per invitare tutti alla calma, a entrare a Montecitorio con tutti i parlamentari grillini e bloccare i lavori, mentre loro avrebbero pensato a bloccarlo da fuori. Insomma, da timorosi di un golpe, ne sono stati i propositori al grido di «occupate il Parlamento» e «facciamo come in Egitto». La scintilla è stata la rielezione del presidente Napolitano, ma soprattutto il fatto che il Pdl e Berlusconi hanno approvato questo progetto. E infatti è soprattutto contro  Berlusconi e il centrodestra che i manifestanti si sono accaniti – solo verbalmente – anche se i parlamentari Gasparri, Giovanardi e Lupi sono stati insultati dalla folla. Verso le 20 è giunta la notizia che Grillo non sarebbe arrivato in tempo a Roma per essere in piazza, e che solo dopo ventiquattr’ore avrebbe tenuto una manifestazione e una conferenza stampa. È il trionfo dell’estremismo primitivo dell’anticasta, del rancore verso chi è visto come privilegiato, di una esasperazione che non fa distinzioni che ha scatenato le proteste della gente manovrata dagli esperti – un tempo si diceva agit-prop – di Rifondazione comunista che ha egemonizzato di fatto piazza Montecitorio. Dal Pd, da tutte le anime del Pd, sono venute parole di condanna per Grillo e per la sua propaganda, che molti hanno definito irresponsabile, da Renzi a Franceschini. Anche i vertici di Camera e Senato, Boldrini e Grasso, hanno respinto le frasi di Grillo sull’attuazione di un golpe. Molta tensione, insomma, molta demagogia, molta intolleranza, ma niente di fatto. E visto che tra di loro i grillini si chiamano “cittadini”, come i rivoluzionari francesi, ricordiamo che alla fine la rivoluzione divorò sé stessa e i suoi figli…