La rabbia di Alfano: «Si stanno giocando il Colle come in un congresso del Pci». E il Pdl vola nei sondaggi

«Trattano l’elezione del presidente della Repubblica come se fosse il congresso Pci-Pds-Ds e il Quirinale come fosse la sede di partito. È chiaro che ci comporteremo di conseguenza». Stanno per concludersi le votazioni del terzo scrutinio e Angelino Alfano va giù duro sulle ultime mosse del centrosinistra che, dopo troppi stop and go, punta ad acchiappare tutto. Con la candidatura di Prodi (su cui il Pd ora preme sui montiani, ma i numeri restano incertissimi) è venuta giù la maschera, altro che candidature di servizio per il bene del Paese, altro che intese bipartisan. Qualcuno in Transatlantico si domanda che cosa sarebbe successo se Bersani avesse vinto le elezioni. Non è escluso che il Pdl possa tenere un sit-in di protesta davanti alla Camera alle 15,30, quando partirà la quarta votazione per l’elezione del presidente della Repubblica. Ma la strategia degli strateghi di via del Nazareno non sembra premiare elettoralmente. Se si votasse domani (ma sarà il nuovo capo dello Stato a decidere la data delle probabili elezioni anticipate), il centrodestra risulterebbe la prima coalizione del Paese, con il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo in terza posizione. Il centrosinistra, invece, si deve accontentare di un Pd primo (per un soffio) tra i singoli partiti. La fotografia emerge da un sondaggio di Swg , in esclusiva per Agorà, su Rai Tre. Il centrodestra si attesterebbe al  33,8% (33,4 qualche giorno fa) con il Pdl al 26, 8, la Legs al 4,2 e Fratelli d’Italia all’1,2. La coalizione di centrosinistra otterrebbe il 31 per cento con il Pd al 27, Sel al 3,2. Il centro deve accontentarsi del 7,7 con Scelta civica al 5,8 e l’Udc all’1,9. Si conferma il calo del Movimento Cinquestelle che mantiene, però, un ottimo 24 per cento.  La simulazione di voto rileva anche una fiducia crescente per Matteo Renzi, che guadagnando 5 punti rispetto alla settimana scorsa, si conferma il leader politico più gradito con il 61 per cento dei consensi. Il sindaco di Firenze, che in queste ore si sta giocando tutte le sue cartucce compresa la scelta di Prodi, distanzia di 30 punti il segretario Bersani. Guadagnano un punto Beppe Grillo e Silvio Berlusconi, a pari merito con il 28 percento. Infine, cresce di 2 punti la fiducia nel premier uscente Mario Monti. Ultimo dato, non trascurabile, per il 25 per cento degli italiani, tra i tre maggiori partiti emersi dalle urne, il Pdl è quello più responsabile nei confronti del Paese in questa delicata fase politica.