La Merkel mette paura e i socialisti francesi cambiano rotta: niente più insulti

Una brusca retromarcia quella dei socialisti francesi nei confronti di Angela Merkel: è il segnale di un cambiamento di rotta? Di certo i rapporti fra Parigi e Berlino allo stato non sono idilliaci e si prestano a strumentalizzazioni politiche interne, con Andrea Schockenhoff, vicepresidente della Cdu/Csu (il partito della Merkel), che ha usato toni duri: «Il governo della sinistra non può distogliere l’attenzione dal fatto che la Francia ha bisogno di profonde riforme strutturali», giudicando “inabituali” e “inappropriate” le recenti critiche alla Merkel. Ma anche la destra francese Ump ha accusato il leader socialista di avere «una responsabilità personale nel deterioramento (…) della relazione franco-tedesca». Fatto sta che una nuova versione del testo preparato dal Ps francese in vista delle elezioni europee del 2014 non include più le violente critiche contro la cancelliera tedesca, che in una precedente bozza – pubblicata nei giorni scorsi sul quotidiano “Le Monde” – era stata definita la “cancelliera dell’auterità”, “egoista” e “intransigente”. L’ultima versione – anticipata sul “Nouvel Observateur” – non contiene più neanche un riferimento offensivo alla Merkel. Al Partito Socialista confermano che questa versione è quella definitiva, ad eccezione di qualche dettaglio marginale. Nei giorni scorsi il premier Jean-Marc Ayrault e quasi tutto il governo francese hanno cercato di gettare acqua sul fuoco con Berlino, minimizzando la portata di quella prima bozza, che ha creato non pochi problemi all’esecutivo del presidente Francois Hollande. La cancelleria di Berlino si è invece mostrata più prudente, ignorando quelle critiche, e dicendo che «ciò che conta per noi è l’azione del governo francese», con l’approfondimento delle riforme e la riduzione del deficit.