La crisi morde la Francia ma la sinistra si dedica ai matrimoni gay: cosa vi ricorda?

Libertè, egalitè… e nozze gay. La Francia si allinea alla Spagna – in attesa dello sprint finale della Gran Bretagna – e con 179 voti a favore e 157 contrari, il Senato d’oltralpe, la seconda camera del Parlamento, ha adottato nella notte il primo articolo del progetto di legge sul matrimonio omosessuale, il più importante, che apre all’unione legalizzata tra persone dello stesso sesso. Una legge scarnificata da orpelli giuridici, il cui articolo principale recita appunto, riduttivamente, «il matrimonio si contrae fra due persone di sesso diverso o dello stesso sesso». Un assioma di partenza che svilisce recriminazioni e motivazioni che da mesi animano un dibattito che, dalle piazze alle aule istituzionali, ha spaccato l’opinione pubblica e contrapposto gli schieramenti politici in campo, a partire dalla ex coppia presidenziale. Questo voto diventa quindi definitivo, a meno che l’intero disegno di legge non venga respinto dopo l’esame da parte del Senato. Non sarà sottoposto ad una seconda lettura dell’Assemblea Nazionale, né di una Commissione mista. Già votato dai membri dell’Assemblea Nazionale, questo disegno di legge è di fatto la prima riforma sociale avviata dalla sinistra al potere in Francia: o meglio, rappresenta un disperato tentativo di restituire smalto all’allure progressista di Francoise Hollande, appannato da una gestione che, tra impennate e battute d’arresto, rischia di impaludare un Paese già gravemente in affanno: costretto a chiedere alla Commissione europea una proroga sui tempi per la riduzione del deficit del Pil. Un Paese in cui sale progressivamente il tasso della disoccupazione e aumenta il rischio povertà. Un Paese che, da patria della haute cuisine, si sta trasformando nella terra del pain de la veille, dalle insegne dei negozi che vendono pane raffermo del giorno prima, da inumidire e riscaldare. Un Paese, insomma, che pur in regime di austerity, si concede il lusso di un progetto di legge che apre al matrimonio e all’adozione delle coppie dello stesso sesso, approvato a larga maggioranza in prima lettura dall’Assemblea Nazionale il 12 febbraio scorso, e approdato oggi con buone possibilità di esiti affermativi al Senato. Esiti su cui il fronte degli oppositori, cattolici in testa, annuncia battaglia. Ma Hollande, crociato della causa sociale – e del recupero dei consensi individuali – ostenta sicurezza: forte del rinnovato appoggio garantitogli dalla lobby degli omosessuali, e dalla loro capacità di pesare nello schieramento di sinistra.