La Chiesa in campo contro le nozze gay in Italia e in Francia

La Chiesa cattolica, sia francese che italiana, continua la battaglia in difesa della famiglia contro le nozze gay. Il cardinale André Vingt-Trois ha sferrato un nuovo attacco al progetto di legge fortemente voluto dal presidente socialista Francois Hollande. Parlando per l’ultima volta a Parigi nelle vesti di presidente della Conferenza episcopale di Francia, il cardinale – che presto lascerà la guida della Chiesa cattolica transalpina – ha messo in guardia il governo: la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso rischia di scatenare nuove violenze, in un contesto sociale già molto teso tra crisi economica e disoccupazione alle stelle. Proprio come le migliaia di militanti anti-nozze gay, il cardinale ha denunciato la decisione della maggioranza socialista di accelerare il processo legislativo per adottare la legge nei tempi più rapidi possibili. «Sono stati messi in campo tutti i mezzi per evitare il dibattito pubblico, incluso nel processo parlamentare», ha osservato il cardinale, secondo cui «questo è il modo in cui si sviluppa una società violenta». In questi giorni gli oppositori al matrimonio omosessuale continuano a promettere nuove azioni, raduni ogni sera davanti alla sede del Parlamento e un’altra grande manifestazione nazionale il 21 aprile, nonché il 23, giorno del voto definitivo. Sostengono che continueranno a battersi anche dopo che il testo verrà adottato e mantengono in calendario la protesta del 26 maggio.
E in Italia, facendo riferimento (ma senza citarla) alla recente «accelerazione» del Parlamento francese, il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha ribadito che l’istituto della famiglia «deve essere difeso e promosso da qualunque umiliazione culturale e da qualunque indebolimento strutturale e giuridico che vediamo in altre nazioni, e da cui l’Italia di per sé non è immune». Parlando a margine di una messa celebrata nello stabilimento di Fincantieri a Genova, Bagnasco ha aggiunto: «La famiglia si è rivelata lo zoccolo portante della società anche a livello economico e, se l’Italia ha retto fino ad oggi, è innanzitutto grazie alle famiglie che si sono strette in se stesse, non per chiudersi in forme egoistiche, ma per mettere insieme le piccole o grandi risorse che avevano ma che non sono infinite. Questo – ha concluso – è sotto gli occhi di tutti».