In serata Napolitano sceglie il nuovo premier. Un segnale al Pd: basta perdere tempo

Consultazioni lampo per la formazione del governo: tra poche ore, dice Pino Pisicchio dopo l’incontro tra il gruppo misto e Napolitano, ci potrebbe essere l’incarico al nuovo premier. E ai giornalisti consiglia: “Tenetevi pronti”. Dunque il capo dello Stato non intende più lasciare spazio ai partiti per trattative e mediazioni. Non c’è tempo da perdere e il Paese non può più aspettare. Di qui il calendario delle consultazioni con una tabella di marcia serratissima: alle 18 Napolitano incontra la delegazione del Pdl, alle 18,30 quella del Pd. Le ultime due della giornata. Poi indicherà il nome del nuovo incaricato. Un’agenda che è un chiaro segnale: non si perde più tempo. Il Pd intanto a partire dalle 17 sarà alle prese con una direzione drammatica, dove Bersani si presenta dimissionario e dove si prevedono toni piuttosto accesi dopo gli scrutini roventi in cui i franchi tiratori (apostrofati come “traditori” dallo stesso Bersani) hanno impallinato i due fondatori del Pd: Franco Marini e Romano Prodi. Ma Napolitano non vuole aspettare più neanche che si vadano dipanando le diatribe interne al Pd. Il partito deve decidere infatti chi mandare al Colle e soprattutto con quale richiesta. Ma hanno solo un’ora di tempo per decidere finalmente che cosa vogliono. Il Quirinale non intende aspettare.

Pisicchio ha intanto confermato che Giuliano Amato è tra i favoriti per il nuovo incarico. Lui ne è consapevole e ci scherza sopra con i giornalisti che lo chiamano presidente: “Io presiedo il tennis club di Orbetello”, risponde. E poi a una cronista dice ancora, ricordando la sua scelta del prelievo forzoso sui conti correnti degli italiani: “Mi dica un po’, lei quanti soldi ha sul suo conto in banca?”. Ironia fuori luogo, perché quella fu una delle misure più impopolari adottate dai governi del dopoguerra e l’esperienza di premier di Giuliano Amato proprio a quell’episodio viene da tutti collegata. Amato infine, intervenuto a Pisa a un convegno con il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, ha subìto anche una contestazione da parte degli studenti dei collettivi. Ci sono state cariche di alleggerimento della polizia. Non proprio una giornata al massimo, dunque, per un futuro premier.

Ma sono state le quotazioni di Matteo Renzi a crescere nella mattinata. La Lega ha ribadito il suo no all’ipotesi Amato, Vendola si è tirato fuori dall’ipotesi di un governissmo, anche a guida Renzi, mentre Fratelli d’Italia ha aperto al sindaco di Firenze osservando che si tratta di un buon profilo per un governo di cambiamento.