Il Pd nel caos vota scheda bianca. Marini non si dà per vinto. Torna a circolare il nome di Draghi

Seconda votazione scontata per l’elezione del presidente della Repubblica: Pdl, Pd e Scelta Civica voteranno infatti scheda bianca mentre la Lega Nord ha deciso di non partecipare alla seconda e alla terza votazione. In particolare, il partito di Bersani ha comunicato che voterà scheda bianca anche per la terza votazione. «Ne prendiamo atto – commenta Angelino Alfano – e invitiamo tutti a impegnare questo tempo per individuare la soluzione più idonea per eleggere il capo dello Stato alla quarta votazione», in programma domani pomeriggio. Il segretario del Pdl nota che «Franco Marini candidato del Pd a noi posto e da noi lealmente votato, pur non raggiungendo il quorum dei due terzi previsto dalla Costituzione per i primi tre scrutini ha comunque superato la maggioranza degli aventi diritto al voto».

A questo punto il toto-Quirinale si concentra sull’eventualità di insistere o meno su Franco Marini. «Ha superato il 50 per cento dei grandi elettori che superano il quorum necessario dopo la terza votazione. Dunque ha diritto di essere il candidato presidente della Repubblica nella quarta votazione». Così Pino Pisicchio, presidente del gruppo Misto ed esponente di Cd, parlando con i cronisti a Montecitorio. Pareri decisamente discordanti, invece, nel partito dello stesso Marini. «La mia lealtà è finita, voterò Sergio Chiamparino», commenta il senatore piemontese del Pd Stefano Esposito. Per Matteo Orfini dei “giovani turchi” del Pd  «entro domani mattina bisogna pensare a una soluzione nuova, è necessario riflettere e cercare un nome che riunisca il Pd e il centrosinistra e poi cerchi convergenze più ampie». «La decisione di votare scheda bianca al secondo turno è di buon senso–- aggiunge Orfini – perché serve a prendere, tempo a sederci, a discutere e a trovare quella soluzione che Marini non aveva», sottolineando che la fumata nera comunque «non è un colpo alla leadership di Bersani, anche perché la linea di cercare un accordo largo sul presidente della Repubblica era condivisa da tutto il partito all’unanimità, ma visto ciò che accaduto è chiaro che dobbiamo riflettere sullo schema politico». E Bersani ha sondato Franco Marini per sapere se era intenzionato a fare un passo indietro, ma ha dovuto prendere atto che Marini intende arrivare alla quarta votazione ed è sicuro di riuscire grazie all’appoggio del Pdl, che gli è stato confermato da Berlusconi.

Come già anticipato ieri da Tgcom24  anche la Velina Rossa ipotizza la candidatura di Mario Draghi. «Negli ambienti parlamentari, e soprattutto in quelli istituzionali e politici, corre una voce insistente che circolava ieri sera che, di fronte all’eventuale venir meno della candidatura Marini – scrive la Velina Rossa – vedrebbe il presidente della Bce accettare la candidatura per il Quirinale data la grave situazione politica ed economica dell’Italia». Ma la candidatura di Marini non è del tutto tramontata. “Credo – afferma Maurizio Gaparri del Pdl – che abbia ancora delle potenzialità. Una scelta divisiva tipo Prodi sarebbe un azzardo”.

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