Il Parlamento sblocca i pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione. Il Pdl: un passo importante

È convocato per domani 3 aprile alle 10 il Consiglio dei ministri per l’esame dell’atteso decreto legge sui pagamenti della Pubblica amministrazione. La Camera ha approvato la risoluzione sull’aggiornamento al Def, che di fatto dà il via libera allo sblocco dei pagamenti dei debiti della Pubblica Amministrazione alle imprese. È stata presentata una risoluzione unica firmata da tutti i gruppi. Anche il Senato ha approvato all’unanimità la risoluzione sull’aggiornamento al Def. Il M5S, ha comunicato all’aula di palazzo Madama il presidente Pietro Grasso, ha ritirato la risoluzione di minoranza alla relazione del governo. Si tratta di un provvedimento importantissimo per la nostra economia, provvedimento sempre sollecitato dal centrodestra. Saranno messi in circolazione 40 miliardi di euro (in due anni) che daranno una boccata di ossigeno alle nostre imprese. Secondo le elaborazioni di Unimpresa su dati Istat e Banca d’Italia sono infatti oltre 215mila le imprese italiane che vantano credito con la pubblica amministrazione. E per ciascuna di esse la media degli arretrati dei pagamenti è pari a 422mila euro. Secondo i dati di Unimpresa nell’industria è pari all’1,2% la quota di imprese in credito con lo Stato: ci sono 5.436 aziende che aspettano a di veder saldata una fattura. Nelle costruzioni il 16,2%, che equivale a 100.926 aziende, mentre il record è nei servizi, con 109.131 imprese, il 3,3% del totale. Complessivamente sul totale delle imprese italiane (4.383.000) il 4,9% è creditore della pubblica amministrazione. Lo stock di arretrati, tra Stato ed enti locali, è pari a 91 miliardi di euro. Soddisfazione del Pdl: «Si tratta innanzitutto di una vittoria per la nostra economia – dice la deputata Anna Grazia Calabria – per le tante aziende che aspettano da troppo tempo ciò che gli è dovuto, per quegli imprenditori che hanno rischiato il fallimento a causa di ritardi inaccettabili. Il Popolo della Libertà si è sempre fatto portavoce dei bisogni di questo tessuto produttivo, composto in gran parte da quelle piccole e medie imprese che più di tutti hanno sofferto per le mancate corresponsioni del settore pubblico. Troppo spesso qualcuno ancora dimentica che è lo Stato a doversi mettere al servizio dei privati e della libera impresa e non il contrario. Questa approvazione è inoltre una buona notizia per tutti quei cittadini che chiedono alla politica risposte efficaci ai loro bisogni. Ed è la dimostrazione – conclude – che quando si pone attenzione ai temi concreti, quando si pensa al benessere collettivo dimenticando gli interessi di parte, la politica è ancora in grado di dare buona prova di sé e di dimostrare che prima di tutto vengono l’Italia e gli italiani». Tra l’altro, sono previste sanzioni per gli inadempienti: due mensilità retributive al netto delle imposte per i responsabili degli enti locali che nel corso dell’anno non effettueranno almeno il 90% dei pagamenti comunicati al Tesoro. Per consentire l’immediato pagamento almeno di una prima tranche, ciascun ente può effettuare pagamenti entro il 50% delle necessità finanziarie comunicate. E per quanto riguarda gli enti locali che non possono far fronte ai pagamenti dei debiti per mancanza di liquidità, potranno scattare prestiti a valere su un Fondo con dotazione pari a 2 miliardi sia per il 2013 sia per il 2014.