Il grido di dolore degli industriali: «Tempo scaduto: serve un governo di larghe intese, subito»

«Siamo a tempo scaduto: un governo non serve subito, serve subitissimo». Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi lancia l’ennesimo grido di dolore sulla paralisi politica nella quale le velleità bersaniane hanno fatto scivolare il Paese. Confindustria chiede con toni accorati, come già aveva fatto a più riprese dalle colonne del Sole 24 Ore, di fare presto: «Serve la rapida formazione di un esecutivo,  perché l’economia reale ha un andamento tale che se non si interviene subito non ci può essere ripresa. Bisogna intervenire subito: siamo a tempo scaduto», aggiunge Squinzi rispondendo ai giornalisti a margine del salone del mobile a Milano. Il presidente di viale dell’Astronomia ricorda di essersi già espresso immediatamente dopo le elezioni, “quando è risultato chiaro che non c’era un esito netto”. «Qui dobbiamo dedicarci ai problemi veri dell’economia e dobbiamo fare un governo di uomini di buona volontà che abbiano a cuore i problemi del paese», afferma ancora Squinzi, rispondendo a una domanda sull’ipotesi che si proceda a larghe intese per la formazione di un esecutivo. Una mezza bocciatura arriva anche sul decreto per il pagamento dei pagamento dei debiti alle imprese da parte della pubblica amministrazione: «Non è sufficiente, bisogna metterci mano subito», spiega il presidente di Confindustria, secondo cui il debito “è probabilmente almeno tre volte i 40 miliardi, che peraltro vengono dati in forma molto diluita”. Proprio oggi sono arrivati i dati sconfortanti sulla produzione industriale a febbraio, che torna a diminuire, con un -0,8% su gennaio. E su base annua la discesa continua, con un -3,8% (corretto per effetti calendario), il diciottesimo ribasso consecutivo.