Il caso Caldoro insegna: vietato fare un rilievo alla Merkel, la stampa tedesca si arrabbia

Vietato dire alla Merkel che qualche modifica alla politica del rigore andrebbe fatta. Si scatena la stampa tedesca e sono dolori. Al quotidiano Frankfurter Allgemeine Zeitung (Faz) non è affatto piaciuto il discorso del presidente della Regione Campania sui duri effetti del rigore in Italia. Ironizzando sullo stupore dei media italiani per il basso profilo tenuto da Merkel in vacanza e sulla curiosità al limite dell’invadenza dei paparazzi locali, Faz attacca frontalmente Caldoro, ettichettandolo come «insolente». La replica non s’è fatta attendere: «Il mio appello alla Merkel è stato molto chiaro e preciso, né equivoco né insolente. Mi sembra che sopra le righe sia stata la risposta del giornale, che nulla ha a che vedere con l’opinione del cancelliere tedesco». C’è – ha aggiunto – «un pezzo del giornalismo tedesco animato da un sentimento antitaliano. Io ho fatto una riflessione molto diretta. Sono partito da una riflessione fatta dal presidente francese, un richiamo tutto politico, sulle ragioni di un’Europa che deve cambiare e le responsabilità di un Paese importante come la Germania. Non ho nulla di personale, tanto è vero che quello che ho fatto alla Merkel è stato un saluto vero». Poi è tornato anche sul merito del suo messaggio, in cui auspicava da parte della Germania un atteggiamento solidale verso quei paesi dell’Europa in difficoltà: «La Germania – ha detto – dovrebbe avere memoria della sua storia politica, e non mi riferisco al nazismo, ma alla storia recente, quella della sua ricostruzione che ha pagato anche l’Europa. Ho utilizzato gli stessi argomenti che hanno utilizzato anche i tedeschi quando dicevano che bisognava ricostruire la Germania e allora chiesero l’aiuto dell’Europa. Anche l’Italia ha pagato la riunificazione tedesca. Ora – ha aggiunto Caldoro – non si capisce per quale motivo la Germania non accetti la sfida del sacrificio in quanto Paese più forte. Nei momenti difficili l’Europa deve essere aiutata tutta, in particolare l’Europa del Mediterraneo, non solo l’Italia, ma anche Cipro e Grecia».