I prodiani già tramano per sgambettare il giovane Enrico. E Gozi inizia offendendo Napolitano…

La macchina di Enrico Letta si è messa in moto, ma il dissenso all’interno del Pd non si è placato e le acque sono tutt’altro che calme. Il presidente del Consiglio incaricato deve fare i conti con i prodiani che si sono astenuti o hanno detto “no”  al documento del Pd che dava mandato a Zanda, Speranza e allo stesso Letta di sostenere il tentativo di Giorgio Napolitano di far nascere un governo. Un bel gruppetto che già si prepara a mettere i bastoni tra le ruote. Letta per esempio, dovrà confrontarsi con l’agguerritissimo quarantenne Sandro Gozi, deputato dal 2006 pd e uomo fidato di Prodi. Tanto stretto da essere suo assistente politico e membro del Gabinetto di Prodi quando era presidente della Commissione Ue. Ed è quindi chiaro come possa aver vissuto il flop del Professore  nella sua corsa per il Quirinale. Dopo giorni e giorni di polemiche oggi Gozi ha dato il meglio di sé sfoderando ipotesi dietrologhe e complottiste: il suo bersaglio è stato Giorgio Napolitano. Intervenendo al programma di Radiodue Un giorno da pecora ha tirato una frecciatina velenosa contro il capo dello Stato: «Napolitano? È felicissimo di essere stato rieletto presidente della Repubblica. Era un’operazione su cui lavorava da tempo e il fallimento della politica glielo ha permesso». Affermazioni che il vicepresidente del gruppo Pd della Camera Andrea Martella ha bollato come «lontane dalla realtà e del tutto infondate» e che hanno spinto Gozi a correggere il tiro. «Dopo il fallimento delle forze politiche in Parlamento – ha detto – era evidente che l’unica scelta possibile era una conferma del presidente Napolitano». E poi ha aggiunto: «Era altrettanto chiaro e per nulla sorprendente che la sua rielezione avrebbe portato a una soluzione di governo di larghe intese con un programma preparato sulla base del lavoro del gruppo dei saggi voluto dal presidente Napolitano». Un modo chiaro per dire che Napolitano aveva già spianato la strada per la sua rielezione. Parole che non sorprendono più di tanto. Gozi in questi giorni di grandi tensioni ha sempre lasciato il segno. Fu tra quelli che, nel non votare Marini disse apertamente: «Il suo profilo non rispondeva a nessuna delle esigenze che un presidente della Repubblica deve soddisfare in questa fase». E fu lui a puntare il dito contro Massimo D’Alema dopo la bocciatura di Prodi. Per non smentire la sua verve polemica dopo il sì del Pd all’esecutivo guidato da Letta ha messo i paletti («Il nuovo governo deve durare poco») e ha posto anche il veto all’ingresso nel governo per la Gelmini e Quagliarello («per me sarebbe un colpo mortale. Anzi mi farebbe schifo»). Anche oggi ha sparato le sue cartucce contro il Pdl e ha insultato Maurizio Gasparri reo, a suo dire, di aver detto (in riferimento alla sua frase sull’inopportunità di un governo col Pdl) di non sapere nemmeno chi fosse. Riuscirà il suo boicottaggio?