I militanti Pd ripescano il caso-Pittsburgh: «Marino non ha mai chiarito su quel conto in sospeso…»

«Ignazio Marino non ha mai fornito spiegazioni che fugassero i dubbi sul suo comportamento, non ha contestato le accuse specifiche, ha accettato il provvedimento di allontanamento dal centro medico dell’Università di Pittsburgh e ha solo risposto in modo evasivo e inappropriato». La lettera contro il candidato a sindaco di Roma del Pd è piombata sulla scrivania dei dirigenti capitolini alla vigilia delle primarie, ma è ancora lì pesante come un macigno. A portarla alla ribalta tre iscritti al Partito democratico (Stefania De Angelis, Alberto De Crais e Luciana Serra) che hanno chiesto, invano, di bloccare la candidatura del chirurgo genovese alle primarie per il Campidoglio.

La vicenda era stata documentata da Il Foglio nell’autunno del 2009, ma risaliva al 2002, data in cui  Marino ha lasciato il centro medico dell’ateneo americano dopo una lettera dell’Università di Pittsburgh pubblicata integralmente dal quotidiano diretto da Giuliano Ferrara nella quale si leggeva, tra l’altro: «L’Upcm ha scoperto che Lei ha presentato la richiesta di rimborso di determinate spese sia all’Upcm di Pittsburgh sia alla sua filiale italiana. Di conseguenza è stata intrapresa una completa verifica sulle sue richieste di rimborso spese e sui nostri esborsi nei Suoi confronti. Tale verifica è attualmente in corso. Alla data di oggi, riteniamo di aver scoperto una serie di richieste di rimborso spese deliberatamente e intenzionalmente doppia all’UPMC e alla filiale italiana. Fra le altre irregolarità, abbiamo scoperto dozzine di originali duplicati di ricevute con  note scritte da Lei a mano. Sebbene le ricevute siano per gli stessi enti, i nomi degli ospiti scritti a mano sulle ricevute presentate a Pittsburgh non sono gli stessi di quelli presentati all’UPMC Italia. Avendo sinora completato soltanto una revisione parziale dell’ultimo anno fiscale, l’UPMC ha scoperto circa 8 mila dollari in richieste doppie di rimborsi spese. Tutte le richieste di rimborso spese doppie, a parte le più recenti, sono state pagate sia dall’UPMC sia dalla filiale».

Marino si era difeso dalle accuse ipotizzando una rappresaglia dell’ateneo Usa per un mancato appalto con la Regione Sicilia. L’unica via d’uscita dalla questione risultava pertanto la querela. Sollecitato da un inviato delle Iene, il 13 ottobre 2009, il senatore Pd disse che la querela contro l’università americana e contro i giornali che avevano pubblicato la notizia era stata presentata. Quattro anni dopo sono i militanti Pd ad aspettare una risposta definitiva.