I gatti di Torre Argentina diventano una questione politica: Alemanno ribadisce il no al trasferimento

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ribadisce l’intenzione da parte dell’amministrazione capitolina di difendere la colonia felina di largo di Torre Argentina, sulla quale pende la spada di Damocle della Sovrintendenza che ne ha chiesto lo spostamento, attraverso la sua responsabile Mariarosaria Barbera. I gatti romani sono diventati un’istituzione e, insieme, un’attrazione turistica. Il sindaco, in visita questa mattina alla colonia felina a pochi passi dal teatro Argentina, lo ha ricordato alle volontarie che si prendono cura dei gatti con straordinaria passione. «La Sovrintendenza statale si schiera contro la colonia felina di Torre Argentina – afferma il primo cittadino in un video pubblicato sul suo blog – dicendo che deve andarsene, deve essere cancellata per un astratto principio di tutela. Noi non cederemo a questi ricatti, andremo avanti. Abbiamo intenzione di difendere questa tradizione nel massimo rispetto e nella massima tutela di tutti questi monumenti che sono affidati a noi, come Comune di Roma». «Noi – continua Alemanno – siamo sempre dalla parte degli animali, vogliamo difendere i gatti, i cani, tutti gli animali della nostra città perché pensiamo siano una parte della nostra civiltà cui non possiamo rinunciare. Quindi, è giusto tutelare i monumenti ma è anche giusto tutelare i gatti di Roma». La colonia felina di Torre Argentina vanta al momento oltre duecento esemplari tutti vaccinati e sterilizzati.

Il legame di tradizione e di cultura tra romani e felini appartiene alla storia della città. Non è un caso che il protagonista del classico della Disney, Gli Aristogatti abbia un protagonista dal nome Romeo, «er meglio gatto del Colosseo». Come pure non è casuale che la romana Anna Magnani, l’unica attrice italiana premio Oscar amasse ricordare: «Per essere felice mi bastano due gatti che giocano sul tappeto di casa». E se il centro di Roma è il salotto della città, Torre Argentina tutto sommato è il suo tappeto di casa.