I debiti di Renzi, il rottamatore. «Il Comune di Firenze ha 155 milioni di euro di fatture non pagate»

«Non siano i fiorentini e le imprese a pagare il prezzo di una politica fatta di slogan e promesse, ma che poi lascia dietro di sé cose concrete come le seimila fatture non pagate del Comune». A Matteo Renzi stanno fischiando le orecchie dopo la denuncia dei consiglieri comunali del Pdl Emanuele Roselli e Jacopo Cellai. «Le fatture non pagate dal Comune di Firenze alle aziende del territorio corrispondono a un valore di quasi 155 milioni di euro», hanno spiegato gli esponenti Pdl nel corso di una conferenza stampa. «È grave che il Comune non solo si trovi in una situazione debitoria molto pesante – hanno accusato Roselli e Cellai – ma anche fuori dai dispositivi di legge non conteggiando neppure un euro di interesse. Se è un cittadino o un’impresa a non pagare entro le scadenze, il Comune applica sanzioni e interessi, ma se le posizioni si ribaltano ecco che il Comune non è disposto a riconoscere quando dovuto per il mancato incasso». L’assessore al bilancio Alessandro Petretto, hanno ricordato i consiglieri, «ha dichiarato che il Comune di Firenze non ha nessuna intenzione di pagare gli interessi dovuti, portando un ulteriore danno alle aziende creditrici».

Ma Renzi il rottamatore ha altro a cui pensare, tra un’ospitata da Amici di Maria De Filippi e un viaggio a Roma. «Non bastano gli slogan per governare – rincara la dose in una nota il coordinatore fiorentino del Pdl Gabriele Toccafondi – e questi numeri ci dicono che la situazione si avvicina ad un punto delicato». A questo punto, per Roselli e Cellai questa è «la drammatica situazione che chi governa la città ha contribuito ad alimentare e a peggiorare. Stiamo parlando di numeri reali, non di opinioni o di letture politiche di parte. La nostra speranza è che non siano i fiorentini e le imprese a pagare il prezzo di una politica fatta di slogan e promesse, ma che poi lascia dietro di sé cose concrete come le 6.000 fatture non pagate del Comune. Auspichiamo che il Comune avvisi con lettera scritta ogni singola azienda dei tempi necessari per liquidare quanto dovuto».