Governo Letta. Potrebbe persino funzionare…

In politica non bisogna farsi guidare dalle emozioni. E non bisogna farsi condizionare dai sentimenti personali. E soprattutto mai dal rancore. La politica non è per chi ha un brutto carattere o è troppo orgoglioso o vendicativo. La politica si fa bene cogliendo l’attimo, approfittando delle situazioni come in una partita a scacchi. Chi sembra vinto all’improvviso lo scopri vincitore (Berlusconi) e chi entra papa esce cardinale (Bersani). E chi strilla tutto il tempo alla fine si sgola (Bossi, Di Pietro e in un futuro non lontano Grillo). La rielezione di Napolitano ha destrutturato il Pd– e ci voleva un vecchio comunista per riuscirci – e ha reso accettabile l’inevitabile riforma costituzionale in senso presidenzialista, sempre osteggiata perché tradizionale cavallo di battaglia della destra. Nella costituzione del ’48 il capo dello Stato, il capo del Governo e il Parlamento, sono tre soggetti che giocano una continua partita dagli equilibri variabili. Tradizionalmente vinceva il Parlamento tenendo in scacco il governo, mentre il Presidente stava a guardare, condannato alla quasi irrilevanza. La formula attuale dovrebbe essere quella di un governo-traghetto, un governo che ci deve portare dall’altra sponda. Chi pensa che sarà un governo-parentesi e tutto tornerà come prima ha fatto male i calcoli. Enrico Letta per il pubblico è una figura difficilmente collocabile politicamente, che sembra si trovi a sinistra quasi per caso. Inoltre non ha un passato ingombrante né una personalità invadente. Napolitano non permetterà che venga accerchiato da ministri “pesanti” che cerchino di prevaricarlo. In questa nuova fase, di “grande personalità” ci sarà solo quella del Presidente, che si farà carico delle mediazioni con gli altri corpi dello Stato e con i poteri extra-nazionali, rappresentando non un governo o un partito ma l’intero Sistema-Paese. Perché questo sia possibile il governo dovrà agire come un gabinetto del Presidente e il Parlamento dovrà facilitare e legittimare anziché frenare e strattonare com’è consuetudine. Nelle Camere si ricostituirà un bipolarismo, questa volta tra “politica” e ” anti-politica” e Napolitano sarà il garante della prima e l’argine della seconda. E per fare questo chiederà ai partiti di potarsi da soli (di potere e risorse) piuttosto che farsi amputare. Perché questa è la scelta. Aspettiamoci quindi un governo “light” e un Parlamento “extra-light”. La Costituzione è già cambiata di fatto, le riforme serviranno solo a ratificare il nuovo corso.