Governo, è scontro sull’Imu: i montiani la difendono, il Pdl vuole garanzie assolute sulla sua cancellazione

L’Imu rischia di minare il percorso per la formazione del nuovo governo guidato da Enrico Letta. E diventa anche oggetto di scontro tra i montiani ed il Pdl, con il Pd più cauto in attesa di capire quali saranno le mosse del nuovo esecutivo. Il tema Imu è al centro del dibattito che accompagna le consultazioni. Tanto che Silvio Berlusconi ha subito precisato, ancor prima di aver sentito Letta (un colloquio confermato dallo stesso premier incaricato) che il loro impegno «non dipenderà da una singola misura, ma dall’equilibrio complessivo degli interventi che verranno decisi». E Angelino Alfano ha puntualizzato: «È  inimmaginabile che senza l’Imu possa esserci la nostra presenza». Al di là del dibattito c’è però un passaggio parlamentare a breve da tener bene in considerazione: l’ok dei due rami del Parlamento alle risoluzioni per l’approvazione del Def. Il governo uscente ha infatti fissato, con un’integrazione al Def, che l’imposta non sarà sperimentale fino al 2015, ma permanente. Così in molti puntano a correggere questa integrazione e a scrivere proprio nelle risoluzioni il nuovo percorso dell’imposta. Questo anche perché tutti gli emendamenti presentati per modificarla al decreto debiti Pubblica amministrazione sono stati già bocciati. Chiaramente per mancanza di copertura. In attesa che Enrico Letta incontri Berlusconi il Pdl va in pressing affinché venga mantenuta la promessa elettorale: restituire l’Imu già pagata ed eliminarla per il futuro. Ma i montiani per un misero orgoglio di bottega si sono messi di traverso: «Se la questione dell’Imu diventa una battaglia simbolo per il Pdl – ha detto Lorenzo Dellai – allora tutto diventa più difficile, se invece la questione viene messa sul tappeto come uno dei problemi da risolvere, allora la soluzione si trova». Cioé: vogliono evitare che il Pdl si intesti la vittoria sulla cancellazione dell’Imu. L’idea che avanza e che piace anche ad Ignazio La Russa è quella di procedere al pagamento grazie a nuove emissioni di titoli di Stato. Sempre se il nuovo inquilino di via XX Settembre sarà disposto a dare il suo “placet”.