Friuli, vince la Serracchiani al fotofinish su Tondo. Clamoroso crollo dei Cinque Stelle

Anche se ha votato un elettore su due, non si può dire che in Friuli Venezia Giulia non ci siano state emozioni: la sfida tra la Serracchiani del centrosinistra e Tondo per il centrodestra è finita al fotofinish. Alla fine l’ha spuntata l’enfant prodige del Pd per una manciata di voti. Sarebbe la riproposizione in piccolo di quanto è avvenuto su scala nazionale, se non fosse per un particolare molto importante: la bolla Grillo si è sgonfiata, anzi, è scoppiata: l’M5S ha perso oltre dieci punti percentuali rispetto alle politiche, con un tonfo che l’ha portato dal 25 per cento al 14. La lista di disturbo, “Un’altra Regione”, composta da fuoriusciti da An e Pdl, alla fine ha favorito la sinistra, superando di poco il due per cento. Ma il danno l’hanno fatto, più che al Pdl ai cittadini del Friuli, che ora dovranno sorbirsi la franceschiniana Serracchiani almeno per qualche anno. La giovane Debora era partita spedita dopo la chiusura delle urne, ma man mano che le ore passavano vedeva Tondo rimontare fino a farsi vicinissimo: nel momento di minor distacco, la differenza era di poco più di mille voti, per poi attestarsi a duemila alla fine dello scrutinio, pari rispettivamente al 39,3 e al 38,9. Per quanto riguarda i partiti, il Pd è il primo partito con il 26 per cento, seguito dal Pdl col 20 e da Autonomia responsabile (centrodestra) col 10. Il dato che emerge con prepotenza è la débacle dei grillini, cui non hanno giovato i moti di piazza organizzati a Roma, la caccia alla casta per ristoranti e le ventilate marce su Roma per impedire non si sa bene quale inciucio. Le crociate fanatiche hanno stancato evidentemente i cittadini di questa nazione, che hanno bisogno di istituzioni stabili e non di demagoghi qualunquisti che dicono che qui è tutto uno schifo e che se ne devono andare tutti a casa.