Figuraccia di Monti: dopo le polemiche sulla nuova stangata Irpef, salta il decreto sui rimborsi alle imprese

Alla fine arriva arriva il dietro-front del governo: salta il decreto sul rimborso dei debiti della pubblica amministrazione, al termine di una mattinata di polemiche su un possibile aumento dell’addizionale regionale Irpef, che avrebbe rappresentato l’ennesima beffa per gli italiani. La copertura per i 40 miliardi di crediti vantanti dalle imprese, al momento, non c’è,  quindi il governo ha preferito soprassedere e ritirare il provvedimento, anche su pressione delle imprese per modifiche al testo delle associazioni delle imprese. Che, a quanto si apprende, avrebbero trovato una solida sponda nel ministro dello Sviluppo, Corrado Passera, con il quale ci sarebbero stati continui contatti, con diversi colloqui, a partire da quelli con Confindustria e Rete Imprese Italia. Il ministro avrebbe condiviso le preoccupazioni delle imprese, e se ne sarebbe fatto interprete nel confronto interno al governo. Le associazioni degli imprenditori temevano che il decreto, secondo le ultime stesure, sarebbe stato inefficace per  la mancanza di risorse chiare e per le procedure previste, giudicate troppo farraginose, “un vero percorso ad ostacoli”.  Per tutta la mattinata è rimasto aperto un serrato confronto in extremis per apportare correzioni al testo in vista del Consiglio dei ministri che era previsto per la sera (dopo un primo rinvio della riunione del governo, inizialmente convocata in mattinata). Confronto che si sarebbe poi arenato sulla difficoltà di trovare in poche ore una sintesi tra diverse posizioni all’interno del governo anche sulla copertura dell’Irpef. Tentativo portato avanti da Corrado Passera, da un lato in continuo contatto con le imprese, dall’altro sul fronte del Governo con il ministro dell’Economia Vittorio Grilli e con il presidente del Consiglio Mario Monti, in un clima che, secondo fonti di governo, sarebbe stato comunque improntato ad uno spirito di collaborazione. È stato poi quindi deciso il rinvio ai prossimi giorni per “approfondimenti”.