Espulsi 35 dissidenti, Tosi esce scortato dai carabinieri. Maroni difende la linea dura: «C’è una sola Lega»

Tira aria di scissione nella Lega nord, dopo gli incidenti a Noventa padovana, dove il consiglio veneto ha espulso trentacinque militanti che hanno preso parte alla protesta a Pontida. Gli esponenti, quasi tutti vicini all’ex leader Umberto Bossi, hanno duramente contestato il segretario nazionale Flavio Tosi facendo irruzione nella sede del Carroccio durante la riunione del consiglio. Invano il governatore veneto Luca Zaia aveva cercato di fare da paciere auspicando una linea più morbida rispetto a quella imposta del segretario federale Roberto Maroni e da Tosi. Quest’ultimo è stato costretto a uscire accompagnato dai carabinieri e si è allontanato tra gli insulti di un centinaio di dissidenti leghisti. La confusione nel Carroccio è ben resa dalla dichiarazione dell’ex parlamentare del Carroccio Manuela Dal Lago, candidata sindaco alla prossime amministrative di Vicenza.«Ha sempre torto chi usa la violenza, un sistema che non è mai entrato nella storia della Lega, ma c’è anche da dire che chi va avanti a espulsioni, invece di trovare punti di convergenza in un partito diviso, sbaglia».

Ma da Gorizia Maroni è convinto che le ragioni della protesta siano meno nobili di quanto si possa credere: «Se c’è qualcuno che protesta perché ha perso il posto in Parlamento, a questi dico che non c’è nessun diritto naturale a essere parlamentare per sempre». Secondo il leader della Lega «a Pontida c’erano 20.000 militanti che erano d’accordo e venti ‘pistola’ che facevano altre cose. Io sto con quelli che lottano e combattono non per la propria cadrega, ma per realizzare gli obiettivi», Da Trieste lo stesso Maroni qualche ora prima aveva posto l’aut aut:  «C’è una sola Lega per quanto mi riguarda, la Lega Nord: ha un progetto ben chiaro e definito. C’è tanta gente nella Lega che ha voglia di fare, c’è qualcuno che ha voglia di disfare, pochissimi, e questi sono accompagnati fuori».