Economia e disoccupazione non sono temi prioritari per i senatori grillini. Vengono prima le nozze gay

«Modifiche al codice civile in materia di eguaglianza nell’accesso al matrimonio in favore delle coppie formate da persone dello stesso sesso», firmato da Luis Alberto Orellana. «Nuove disposizioni per il contrasto dell’omofobia e della transfobia» presentato da Michela Montevecchi. «Norme in materia di modificazione dell’attribuzione di sesso» d’iniziativa del senatore Alberto Airola. Se tre indizi fanno una prova, i primi tre disegni di legge presentati in Parlamento dal Movimento 5 Stelle provano che la linea politica è quella che nelle precedenti legislature era di Rifondazione comunista e dei Verdi. Non che ci fosse da aspettarsi una linea politica diversa. Orellana non è certo un dissidente del Movimento, è stato infatti il candidato ufficiale alla presidenza del Senato. Airola, invece, si fece notare perché annunciò, il giorno prima di entrare a Palazzo Madama: «Al Senato temo di incrociare gente come Maurizio Gasparri, se gli devo dare la mano farò il gesto di dargliela per finta e toglierla di colpo, oppure c’è la boccettina di disinfettante portatile per le mani, me la porto dietro». Un nome citato a caso, ma che rende l’idea su quali fossero i principali nemici dei grillini.

Come pure non può sorprendere che la priorità della Montevecchi sia un tema molto caro alla sinistra, visto che la senatrice bolognese annunciava nel programma elettorale che avrebbe fatto «comunità con i suoi compagni». “Compagni” e non colleghi, né tantomeno cittadini, come usano dire i militanti del Movimento. Nulla di nuovo, visto che lo stesso Silvio Berlusconi in campagna elettorale aveva messo sull’avviso gli elettori: «I candidati del M5s vengono dagli ambienti della sinistra radicale e dei centri sociali». Quella che era suonata come una demonizzazione dell’avversario, dopo i primi giorni di attività parlamentare si sta confermando come una semplice presa d’atto. Del resto, a quegli elettori di destra che hanno votato M5s sperando di vedere realizzate le loro istanze ha risposto indirettamente lo stesso Beppe Grillo: «Chi ci ha votato aspettandosi qualcosa di diverso da quello che stiamo facendo, ha sbagliato voto».